lunedì 17 giugno 2024

Energia elettrica wireless.. grazie a Tesla.

 

Nell'anno 1968 a.c. nella mia tesi, avevo esposto la teoria di Tesla inerente al trasporto di corrente wireless by etere senza necessità di cavi.

Oggi riprendo la tecnologia “vecchia” resa commerciabile dall’uso di nuovi materiali. 

Un’antenna trasmette e una rectenna riceve il fascio di onde e lo trasforma in elettricità. 

Tra di esse, una serie di ripetitori che allungano il segnale nell’aria fintanto che sono in grado di vedersi.

In un universo automotive che è sempre più attratto dalla mobilità elettrica, la notizia di una tecnologia funzionante in grado di trasportare l'elettricità senza bisogno di fili ha senza dubbio aspetti affascinanti.  

La startup neozelandese Emrod ci è riuscita: è in grado di fornire elettricità wireless.

L’energia elettrica senza fili è stato uno dei sogni di Nikola Tesla, ma il mancato supporto economico promesso da J.P Morgan e una dinamo bruciata della compagnia elettrica che dava luce alla città di Colorado Springs, nel 1899 misero fine alle sue ambizioni in questo campo.

Questo dimostra quanto siamo coglioni o pecore che abbassano la testa alle multinazionali.

Due antenne e tanti ripetitori quanti ne servono nel mezzo..

Emrod ha invece chiesto aiuto a Powerco, il secondo più grande distributore di energia elettrica della Nuova Zelanda, il quale è stato attratto dalla tecnologia della startup che riesce a trasmettere l’energia elettrica tra due punti qualsiasi che possono essere uniti con dei ripetitori di linea.

 

In realtà, il sistema si serve di un'antenna trasmittente, di ripetitori di segnale, e di una rectenna ricevente. 

La rectenna è un’antenna capace di convertire le microonde in corrente continua. 

Va da sé che l’ipotesi di funzionamento alla base dell’elettricità wireless è che Emrod si serva di (micro)onde elettromagnetiche che vengono convertite in elettricità una volta raggiunta la rectenna di destinazione.

Ad allungare il segnale tra l’antenna e la rectenna ci pensano dei ripetitori di linea che hanno l’aspetto di pannelli quadrati posti su un palo. 

La distanza di trasmissione è limitata solo dalla linea di vista tra ogni ripetitore. 

Fino a quando due ripetitori sono in grado di vedersi, il fascio di onde elettromagnetiche può essere trasmesso. 

Il fascio è nella banda di frequenze ISM (Industrial, Scientific Beam), nella quale sono comprese anche il Wi-Fi e il Bluetooth, per fare un esempio.

Una matrice laser rende sicuro il fascio

Come sistema di sicurezza viene utilizzato un segnale laser a bassa potenza che, se interrotto ( per esempio da un uccello o un velivolo) è in grado anche di spegnere immediatamente la trasmissione.
 

Al momento, la tecnologia permette di trasportare solo pochi chilowatt di energia elettrica, ma alla Emrod dicono che il sistema è facilmente scalabile. 

Il prototipo che sta realizzando per la Powerco è in grado di “trasportare” 2 kW di potenza.

La tecnologia in sé non è completamente nuova. 

È usata anche per scopi militari. 

L’innovazione di Emrod è stata nell’uso di materiali che hanno permesso di riconvertire le onde elettromagnetiche in energia elettrica in modo molto più efficiente. 

Un cambiamento che ha reso la tecnologia appetibile per l'uso commerciale.

I ripetitori, dice Emrod, non hanno dispersioni energetiche, o sono quasi nulle. 

Un trasmettitore di un metro quadrato potrebbe inviare circa 10 kW per circa 10 metri, ma un trasmettitore di 40 metri quadrati potrebbe offrire una portata di circa 30 km, che è molto di più di quanto servirebbe per la maggior parte delle applicazioni, che non siano trasmissioni offshore di corrente.

L’efficienza del sistema è limitata quasi soltanto dalla parte trasmissiva, cioè l’antenna sorgente. Se il resto dei componenti, ripetitori compresi, tocca quasi il 100 percento di efficienza, l’antenna di trasmissione che utilizza componenti standard ne ha una del 70 percento. 

Emrod è convinta di alzarla anche attraverso i nuovi studi sulle frequenze di trasmissione, come quelli condotti per il 5G.

Se si interrompe il fascio non si viene "fritti"

Per quanto riguarda la sicurezza, Emrod dice che l'energia viene trasmessa tra due punti, da punto a punto. 

Non c'è alcun onda attorno al fascio, nessuna radiazione e nessun impatto sull’ambiente.

Il laser di sicurezza che determina quando il fascio viene interrotto da un ostacolo non serve tanto a “salvare la vita” di un ipotetico essere vivente che si trovasse ad attraversarlo, quanto a capire se la trasmissione è stata interrotta.

A detta di Emrod, “bisognerebbe soffermarsi un bel po’ nel fascio per ottenere un tenue effetto di riscaldamento, calcolabile nell’aumento di circa 1 grado Celsius.”

Dato che i chilowatt forniti con l’energia wireless sono destinati ad aumentare negli sviluppi dopo il prototipo per Powerco, la preoccupazione è che le differenti potenze in gioco possano anche cambiare l’aumento di temperatura di un corpo che si trovasse ad attraversare il fascio.

Emrod dichiara che conta soprattutto la potenza che si fornisce per metro quadrato, ma che i “livelli di densità” resteranno comunque piuttosto bassi, visto che verranno usate frequenze nella banda ISM.

Nel caso di un fascio ostacolato, dall’altro capo della rete wireless non ci sarà un blackout totale. Un oggetto transitorio non avrebbe la funzione di un interruttore “on/off”. 

Servirebbe qualcosa che vada a occupare l’intero fascio, come un elicottero che sosti in aria. Inoltre, potrebbero essere previste batterie “tampone” per applicazioni sensibili come le forniture di energia elettrica per scenari di tipo medico. Il sistema funziona anche con la nebbia, la pioggia o se il fascio incontra polvere o pulviscolo.

L'elettricità wireless è un'elettricità più "agile"

È chiaro che il sistema di energia elettrica wireless sviluppato da Emrod è solo agli inizi, ma avere un’agilità elettrica di questo tipo, che può anche servire per raggiungere luoghi di emergenza con un veicolo che trasporta un ripetitore, è affascinante se considerata anche nel settore automotive elettrico.

Se mettersi a pensare a veicoli elettrici in grado di essere ricaricati senza fili appare effettivamente prematuro, è interessante pensare a stazioni di carica senza collegamenti in rame.

Per esempio, le installazioni di ricarica casalinghe potrebbero essere realizzate tenendo conto di posizionamenti che non dovranno per forza considerare scavi o canalizzazioni fisiche.

Oppure, in luoghi turistici o in posti dedicati a eventi particolari potrebbero essere installate stazioni di ricarica alla bisogna che possano accogliere con più facilità i veicoli elettrici in sosta.

Vorrei tanto che questo post fosse letto dal mio Tutor che mi ha fatto rifare la tesi portandola allo studio di come si possono crackare le password.. (Did you dickhead, that my thesis wasn't unreal)?



giovedì 13 giugno 2024

Salviamo i cartolai.

 

 


Chiamala come vuoi.

Responsabilita’ sociale.

Carita’ cristiana.

Pieta’.

Istinto di conservazione.. Le parole non contano… conta la musica, come canta il rappista.

Ed e’ quella che deve cambiare.

Urge intervento drastico.

Mobilitazione di massa per proteggere specie rarissima in via di estinzione.

Amico.

Fai un gesto di civilta’, fallo per i tuoi figli… dai futuro ai Cartolai.

Non abbandoniamoli.

Tuteliamo la biodiversita’.

E’ una razza che sta sparendo per colpa dei Bennet e degli Auchan senza nulla togliere ai Carrefour.

I cartolai sono come i Panda.

Capello bianco e occhiaie.

Come gli artiodattili Bisonti Europei  e gli sciuridi scoiattoli rossi. Come le Monachus Monachus o Foche Monache e gli Uru o Tori Selvatici delle foreste centreuropee.

Sulla Terra siamo 6 miliardi e oltre di esseri umani.

E tra questi, quanti saranno cartolai?

Ad occhio e croce due su mille abitanti mal contati, prova chiedere ad un bambino che vorra’ fare da grande e sentirai che vuol fare il pompiere, il rapper e finanche il capitan coraggioso di navi che affondano..ma il cartolaio.. nisba.

E ti credo.

Tocca avere pazienza a rimorchi e palle d’acciaio.

Perche’ le maestre sono capricciose e pure impestate.

Prima fanno ammattire le mamme che poi, a loro volta, per proprieta’ transitiva, fanno sclerare i cartolai.

E’ una catena ormai che scioglie il sangue in du’ core come dicono a Bolzano.

Quando facevo io le elementari, che non era proprio il giurassico ma quasi, si usavano due sole copertine.. la rossa per il quaderno di aritmetica e la blu per quello di lingua.

Ora e’ un casino.

Le maestre, sempre piu’ globalizzate, fanno a gara a scovare i colori piu’ improponibili e i cartolai sono sull’orlo del baratro nervoso.

La Colombo quella della terza, vuole il verde fava per le scienze, la Garello maestra di sostegno e attivista delle piccole comunita’, preferisce una sfumatura piu’ chiara, il verde speranza, ma per la religione, ovvio, la Demo supplente che abita al 19, vuole la copertina lilla per l’inglese da non confondersi col pervinca per la musica, la Pacciani parente dell’omonimo non transige.. il fucsia per l’informatica e il rosa shocking per gli esercizi di grammatica.

Prima della chiusura anno scolastico si è assistito alla disperazione di un cartolaio che ora sta al P.S. Di Ciriè..

La Fantozzi in qualita’ di ex dark metallara blackwomen amante della bilia n.8, sta buona donna.. vuole la copertina nera, azz..alla richiesta il povero cartolastro ha risposto.. io non ce l’ho… in compenso pero’ aveva una trentina di mamme alle costole che gli volevano levare la pelle, per non dire che gli hanno fatto un beep cosi’… La copertina nera per che cosa buon dio?

Per segnare le disgrazie?

Per prendere appunti per la Mecca e Chiado’ (impresa di pompaggio funebre che va per la maggiore qui nel borgo)..

E poi mica e’ finita qui..la dark vuole che si usi la replay, la biro che si cancella, blu per le unita’, rossa per le decine e verde per le centinaia.

Peccato che di biro verdi la replay ne abbia prodotto giusto un centinaio tanto per gradire.

E poi senza contare la richiesta di ricambi con i buchi rinforzati, se no alle maestre viene l’esaurimento per rinforzare e ribucare il foglio, i portapenne con tre cerniere, e la matita non la H che e’ troppo dura che senno’ e’ un chiodo ne’ la B che e’ troppo molle ed e’ una panna cotta.

Perche’ certo, se vai al supermercato, non trovi mica tutto, quindi sei obbligato a sfinire il cartolaio all’angolo.

Nel frattempo..dolore immenso.. spariscono le penne a stilo.

E con loro le carte assorbenti e le carte carbone ma ritornano prepotentemente in auge le carte igieniche..eh eh.. sii.. perche’ il ministero dell’Istruzione fornisce numero 6 rotoli ad ogni classe per tutto l’anno.

Contando che ogni bimbo per una.. mmm diciamo pisciata ne usa una metrata, tempo due giorni termina la provvista.

E quindi spetta alla famiglia l’onere della ricarica.

Di questo per ora i cartolai non si occupano.

Ma chissa’.

Forse specializzarsi nella fornitura di carte igieniche puo’ essere un’ulteriore chance di sopravvivenza e poi e’ risaputo che rende il sedici netto.

Vuoi che la Pacciani non insista per quella a tre veli 15 piani di morbidezza e la Colombo per quella profumata alla mela verde con scritto i testi di D’Annunzio principe di Montenevoso?

Carte che vanno, carte che vengono.

Evviva la pazienza dei Cartolai cerchiamo di farli sopravvivere per il prox rientro scolastico grazie all’intercessione di San Adalberto di Praga patrono ed apostolo dei Prussiani ..ora pro eis.

mercoledì 12 giugno 2024

Come salvare l'Euro.

Considerato che le fiabe per bambini non hanno avuto le battute sperate in quanto i bimbi sono all'estate ragazzi e non leggono, cambio argomento e mi dedico al salvataggio Euro.

I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente.
Un giorno arriva un turista tedesco e si ferma al B&B di Porcaro City.
Dice al proprietario che vorrebbe vedere le camere e che forse si ferma per il pernottamento e mette sul bancone della ricezione una banconota da 100 euro come cauzione.
Il proprietario gli consegna alcune chiavi per la visione delle camere.
Quando il turista sale le scale, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, il macellaio dell'angolo, e salda i suoi debiti.
Il macellaio prende le 100 euro e corre dal contadino per pagare il suo debito (2 kg di ciliege).
Il contadino prende le 100 euro e corre a pagare la fattura presso la
Cooperativa agricola.
Qui il responsabile prende le 100 euro e corre alla bettola di Via Gramsci e paga la fattura delle sue consumazioni.
L’oste consegna la banconota alla vulvivendola di turno seduta al bancone del bar e salda cosi’ il suo debito per le prestazioni ricevute a credito.
La vulvivendola corre con le 100 euro al B&B e salda il conto per
l’affitto della camera per lavorare.
L’albergatore rimette le 100 euro sul bancone della ricezione.

In quel momento il turista tedesco scende le scale, riprende i suoi soldi e se ne va dicendo che non gli piacciono le camere e lascia Porcaro City.
– Nessuno ha prodotto qualcosa
– Nessuno ha guadagnato qualcosa
– Tutti hanno liquidato i propri debiti e guardano al futuro con maggiore ottimismo

Ecco, ora voi che avete votato, sapete con chiarezza come funziona il pacchetto di salvataggio UE!


 

martedì 11 giugno 2024

Errore..

 


Ci sta chi se ne va per fatti suoi,
pensando di vivere, per lo piu’ esistendo.

Ad un certo punto, mentre cammini,
ecco che lo incontri, forse ti aspettava,
ti si avvicina, inizia a parlare,
non sembra un tipo pericoloso,
facciamo pure un po’ di strada con lui.

Poi, d’improvviso ti dice chi e’.
Lui e’ cio’ che non si dice, cio’ che non si fa,
cio’ che non si deve nemmeno pensare.
Lui e’ l’errore, e insieme a lui
E’ arrivata la vita.

Non l’avevi mai incontrato, vero?
Ne’ lui, ne’ la vita.

Lui e’ un demone buono, non vuole farti male.
Svolge solo il suo compito,
un compito ingrato.. quello di pasticciare
un’esistenza che credevi perfetta,
perche’ lui lo sa bene, e ora lo sai anche tu,
che una vita perfetta, senza un errore,
e’ solo una morte vestita a festa.

Favola del giorno.

 

 


Sono approdato al blog dopo anni di internet attraverso le chat e posta elettronica.

Mi ha subito appassionato il discorso del “diario” e dello scrivere quello che si viveva di giorno in giorno.

La chat e’ stata per me molto deludente, li’ si cercavano solo storie e incontri, poca voglia di amicizia e di scambi di opinioni,invasioni di buongiorno buonasera buona tua sorella e poi coltellate da tutte le parti.

Invece nel mondo del blog (me ne sono rimasti sette) ho scoperto degli amici, certo diversi dagli amici della vita reale (ma il blog non lo e’?), ma forse anche per questo piu’ obiettivi.

Li’ ti si conosce per cio’ che dici e che pensi, per le tue opinioni e le tue idee, i sentimenti, gli sfoghi, le incavolature di tutti i giorni.

Li’ ti metti a nudo, al di la’ della fisicita’, senza pensare a come apparire, ma mostrando la tua essenza “senza pelle”.

Ho iniziato per gioco diversi lustri fa’, cominciando a pensare al titolo da dare, all’impaginazione, allo sfondo, alle frasi da inserire, a come descrivere i fatti del giorno, anche queste cose sono comunicazione.

Penso che il blog sia come una propria casa, da arredare e completare di giorno in giorno, e come la casa si evolve con te, cambia aspetto, disposizione dei mobili, quadri appesi, libri nella libreria.

I bloggers sono i vicini del grande condominio che e’ questa famiglia, dove ci si impara a scoprire giorno dopo giorno, dove ti si da’ il consiglio che ti serve, dove puoi sfogarti senza temere di sembrare noioso, dove tutti possono dire la loro lasciando una piccola traccia sotto un post.

Grazie al blog ho preso coscienza di tante cose che non sapevo, ho trovato tante persone che la pensano come me o al contrario di me, persone che hanno passato le cose che ho passato io, persone che hanno i miei stessi interessi, che mi hanno spiegato come cambiare il template, come aggiungere le foto o la musica, come rendere piu’ accogliente la mia casetta virtuale… che poi tanto virtuale non e’’.

E soprattutto mi hanno fatto capire molte cose di me che neanche io pensavo di avere.

Tralascia la facebocche end tuitteristica mania sostitutive del vecchio mispace dove cani e porci, senza offesa per questi ultimi, hanno trovato spazio nel bene e nel male. 

Basta, con ste riflessioni e parliamo di faccende amene, la conoscete la vera storia di Mago Merlino, il vendicativo?

Della bella Ginevra, di Re Artu’, Camelot.. bene io la prendo e la distorco cosi’, alla maniera classica del vostro togotuentinain…


Camillot Ammazzadraghi era un cavaliere di Re Artu’ e aveva una particolare ossessione per le bellissime tette di Ginevra, ben sapendo che se le avesse toccate sarebbe stato messo a morte (o come dice una mia amica mandato presso gli Evirati Arabi).
Un giorno Camillot rivelo’ il suo desiderio segreto a Mago Pirlino.. oppss ..Merlino che ebbe una soluzione per soddisfare il suo lussurioso e godereccio desiderio, ma gli disse che gli sarebbe costato 1000 monete d’oro.

Cammillot accetto’ senza esitazione!

Il giorno dopo, mago Merlino preparo’ un sacchetto di polvere urticante e ne mise un po’ nel reggiseno (a coppe rinforzate in quanto la Pip non protesizzava ancora)  della regina Ginevra mentre lei stava facendo il bagno nel latte d’asina.
Non appena la regina si rivesti’ inizio’ a sentir prudere sempre di piu’!
Re Artu’ che ne aveva le palle piene di sentir grattare ste tette, convoco’ il Mago Merlino per chiedergli un rimedio e questi rispose che solo una speciale saliva applicata per 4 ore poteva curare questo terribile prurito e i test svolti dal Mago rivelavano che solo la saliva di del prode guerriero Camillot Ammazzadraghi avrebbe funzionato.
Il Re chiamo’ fece convocare al suo cospetto il prode Camillot, che da furrrbo si era appena messo in bocca l’antidoto alla polvere urticante…
E cosi’ Camillot Ammazzadraghi lecco’ per ore le tette che aveva sempre sognato e venne pure festeggiato dalla corte come un eroe!
Prima di tornare alle proprie stanze Camillot venne fermato da Merlino che gli ricordo’ il debito di 1000 monete d’oro.
Camillot, ormai soddisfatto, si rifiuto’ di pagare, perche’ tanto il Mago non avrebbe potuto confessare in quanto complice del suo inganno. Ebbene…
Il giorno dopo il mago Merlino mise un bel po’ di polvere urticante nelle mutande del Re…

La Cicala e la Formica. (e zoppo)

 


Wow 149.228 visualizzazioni per la favola di ieri che avete considerato per adulti ma qualc1 ha giustamente pensato che esistono anche dei piccoli che smanettano nel web e quindi per la serie favolandia eccovi il mio racconto del martedì:

La cicala e la formica.

La cicala, elegantissima e tutta ingioiellata , scende da una lussuosa macchina in Montenapoleone a Milano ed incontra la formica che, con una sdrucita borsa della spesa presa al Bennet, si sta affrettando verso il portone del suo posto di lavoro durante la pausa pranzo.

" Come va, cara formica?" fa la cicala .

E la formica... " Non me ne parlare, ho il marito disoccupato e infermo , tre figli da mantenere, devo pulire tutti i palazzi di Via Italia e anche quelli di Via Caselle per mantenere la famiglia e andare a fare la spesa all'Aldi durante la pausa pranzo. E tu, cicala, come te la passi? "

" Io benissimo," risponde la cicala "Vivo a Parigi ma passo l' inverno a Saint Moritz, l' estate sulla Costa Azzurra con qualche puntata a Casalcoso e mi faccio di tanto in tanto qualche viaggio in America o nell' Oriente.

“Una vita meravigliosa "

" Beata te ", fa la formica ,”però adesso ti devo salutare altrimenti faccio tardi e rischio che mi sbattano fuori".

"Sono contenta di averti incontrato", risponde la cicala : "Dimmi, : posso fare qualcosa per te a Parigi, dove ritornerò domani? "

La formica risponde ..

" Sì, se incontri il Signor De La Fontaine digli di andare a dare via il culo!"

giovedì 2 maggio 2024

Pedra Branca.

 


Questa è foto reale e non ritoccata.

 

L’Intelligenza Artificiale legata a photoshop ci ha

tolto il gusto di fare foto creative del tipo metti

una mano per sostenere la torre di pisa, prendi il

sole tra le dita al tramonto, tocca il fondoschiena

alla bella del lido, metti una mano sulla torre

Eiffel etc.. ma oggi posto delle foto reali scattate

senza uso del photoritocco realizzate nei pressi di

Rio de Janeiro.

A circa 2ore e mezza di bus da RJ nel Parco 

statale di Pedra Branca in cima alla collina di

Guarantiba si arriva a Pedra do Telegrafo.

Questa Pedra e' situata sopra un’altra pietra che

ovviamente sarà accuratamente nascosta

rendendo le foto molto suggestive.










Ad ogni modo se volete farne pure voi potrete

affidarvi a visite guidate con costo base di 120$

oppure affidatevi a mototaxi con una cinquantina

di dollari e vi scatteranno loro le foto e consiglio

di partire presto in quanto la coda dei 

fotografandi è lunga e a volte un’ora non basta.

Ed ecco la roccia come si presenta....e sotto, la

coda dei fotografandi...



 

domenica 28 aprile 2024

La morte delle SIM.

 



La fine delle SIM per come le conosciamo

Negli anni sono diventate sempre più piccole e nel prossimo futuro è probabile che non si vedranno più perché sostituite da schede virtuali, con vantaggi e qualche limite..

Nel 1991 le prime SIM card da inserire nei cellulari per poter telefonare erano grandi quanto una carta di credito.

Nei successivi trent’anni le loro dimensioni si sono ridotte notevolmente, proprio come quelle dei cellulari, e oggi una SIM di formato “nano” è grande un quarantesimo della versione originale, tanto da non essere molto pratica da maneggiare e trasferire da uno smartphone all’altro.

Le SIM non continueranno comunque a rimpicciolirsi perché stanno scomparendo, per come le conosciamo, lasciando il posto alle eSIM.

La e nella parola eSIM fa riferimento alla parola “embedded”, cioè “incorporata” in inglese, e dà bene l’idea della differenza rispetto alle classiche SIM.

Invece di doverla inserire fisicamente all’interno del telefono dopo averla ricevuta da un operatore telefonico, una eSIM è costruita direttamente al suo interno e viene in un secondo momento impostata per collegarsi al proprio operatore.

Non è una tecnologia recente: fu introdotta per la prima volta nel 2016, ma ha iniziato a diffondersi solo nell’ultimo periodo in seguito alla maggiore disponibilità di smartphone in grado di gestire il sistema e di operatori che la comprendono tra i loro servizi.

Molti hanno imparato cos’è di recente, perché da qualche anno è una soluzione che si è diffusa molto per avere internet sul telefono quando si viaggia all’estero.

In generale una SIM (Subscriber Identity Module) serve per dire al telefono cellulare in cui si trova a quale operatore collegarsi, con particolari credenziali che permettono al dispositivo di accedere ai servizi telefonici.

A ogni SIM sono associati un numero telefonico e diversi altri codici, che servono agli operatori per identificare la singola utenza e ricondurla a uno specifico cliente.

Fu concepita con l’obiettivo di avere uno standard internazionale riconosciuto da tutti gli operatori e che consentisse alle singole persone di cambiare facilmente telefono, conservando il proprio numero a ogni cambio.

Visto che i primi cellulari non avevano grandi capacità di memoria, nelle loro prime evoluzioni le SIM davano la possibilità di estenderla un minimo dando per esempio la possibilità di memorizzare numeri di telefono e altri dati direttamente sulla SIM.

In caso di cambio del telefono si potevano quindi trasferire più facilmente i propri contatti, in un periodo in cui non c’erano possibilità di salvare direttamente online la propria rubrica come avviene oggi.

Ormai da diversi anni gli smartphone hanno però enormi capacità di memoria e danno la possibilità di gestire in modo più efficiente i dati, compresi quelli legati al proprio numero di telefono.

Già nel 2010 alcuni gruppi di lavoro della GSM Association, l’organizzazione che coordina le attività dei gestori di telefonia mobile, avevano iniziato a valutare la possibilità di abbandonare le classiche SIM per passare a una sorta di loro versione virtuale, che non prevedesse l’uso di una card esterna da inserire nei dispositivi. Dopo un confronto con i principali produttori di smartphone, nel 2016 fu presentata una prima versione delle eSIM, che iniziò lentamente a diffondersi soprattutto grazie all’interessamento di Samsung e di Apple, due dei più grandi produttori di telefoni cellulari al mondo.

Oggi gli smartphone prodotti da queste due aziende e da diverse altre società sono compatibili con la tecnologia eSIM, o la adottano in modo esclusivo.

Gli iPhone dalla versione 14 in poi venduti negli Stati Uniti, per esempio, non hanno più lo sportellino per inserire una SIM fisica e prevedono di essere associati alla nuova versione virtuale, grazie a un accordo con gli operatori attivi nel paese.

Gli iPhone venduti fuori dagli Stati Uniti hanno invece ancora l’opzione per la SIM fisica, ma possono anche essere utilizzati con il nuovo sistema.

Cosa fa una eSIM
All’interno di uno smartphone con eSIM c’è un microchip che svolge le funzioni di quello solitamente presente su una normale SIM, riconoscibile dal rivestimento esterno dorato.

Il circuito è saldato direttamente sul telefono e non può essere rimosso, ma per il resto assolve alle medesime funzioni delle SIM rimovibili.

A differenza di queste ultime non viene però fornita da uno specifico operatore telefonico e deve quindi essere associata a una società telefonica nel momento in cui si imposta il telefono.

Esistono vari sistemi per l’attivazione di una eSIM, di solito attraverso un’applicazione o una procedura online che viene fornita dagli stessi operatori.

Una volta assegnata, l’eSIM diventa il riferimento della propria compagnia telefonica con i vari codici identificativi che servono per accedere alla sua rete e per identificare il proprietario del numero di telefono, in modo da fornirgli i servizi cui è abbonato.

Tutti i principali operatori telefonici attivi in Italia come TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb e Iliad danno la possibilità di utilizzare una eSIM.

Se si possiede una SIM tradizionale possono essere necessari alcuni passaggi in più rispetto all’impiego di un’applicazione o a inquadrare un QR Code: è quindi importante informarsi presso il proprio operatore.

Quali sono i vantaggi
Secondo la GSM Association e diversi esperti le eSIM offrono diversi vantaggi, a cominciare dalla maggiore comodità di non dover conservare, maneggiare e trasferire una card fisica, che ormai ha raggiunto le dimensioni di pochi millimetri.

Non c’è più il rischio di perdere la SIM, per esempio, oppure di danneggiarla mentre si prova a estrarla o a inserirla in un altro smartphone.

Nel caso in cui il proprio smartphone venga perso o rubato, aumentano le probabilità di poterlo trovare usando le funzioni per localizzare il proprio telefono, visto che non può essere rimossa la SIM che lo mantiene collegato alla rete cellulare.

Nel caso di furto la SIM non può nemmeno essere distrutta e ci sono maggiori possibilità di bloccarla rendendo di fatto inutilizzabile il telefono.

I produttori di smartphone possono inoltre realizzare telefoni con una parte meccanica in meno, come lo sportellino per inserire e conservare la classica SIM, riducendo i rischi legati all’usura o a rotture accidentali.

Aumentano inoltre le possibilità di costruire smartphone che siano resistenti all’acqua e alla polvere, con minori complessità rispetto ai modelli realizzati finora.

Le eSIM possono poi essere impiegate in dispositivi diversi dagli smartphone, come per esempio gli smartwatch e i tracker per non perdere chiavi, borse e accessori.

Il vantaggio che viene spesso segnalato è legato alla possibilità di avere su un medesimo smartphone più numeri di telefono, visto che le eSIM possono mantenere le informazioni di registrazione con più operatori allo stesso tempo.

Le capacità variano a seconda dei produttori, ma il sistema è comunque più pratico rispetto a quello degli smartphone che possono gestire un paio di SIM tradizionali contemporaneamente. Nel caso di un viaggio all’estero, per esempio, diventa possibile acquistare una eSIM temporanea da uno dei gestori telefonici attivi nel paese di destinazione in modo da accedere più facilmente alla rete cellulare locale, evitando le spese per il roaming.

Svantaggi
Il principale svantaggio di una eSIM è che se si rompe lo smartphone il trasferimento del numero in un altro dispositivo non è immediato come estrarre una classica SIM card dal cellulare rotto e inserirla in uno funzionante.

In caso di emergenza potrebbe quindi essere più difficile poter usare velocemente il proprio numero, senza un intervento da parte del proprio operatore. In altre parole, non ci si può far prestare da qualcuno uno smartphone all’interno del quale inserire la SIM, perché questa non è rimovibile e se il telefono di partenza è rotto è impossibile effettuare il trasferimento dalle sue impostazioni.

Gli operatori telefonici hanno da sempre uno stretto controllo sulle proprie SIM, sia per questioni di sicurezza sia per tenere sotto controllo alcune delle attività dei loro clienti, mentre avevano meno margini di intervento sui dispositivi veri e propri.

Con le eSIM gli operatori hanno un controllo maggiore, banalmente perché se si vuole cambiare telefono è necessario passare attraverso app o servizi forniti dalle compagnie telefoniche stesse per poterlo fare.

I sistemi saranno comunque sempre più automatizzati, anche per motivi pratici di gestione di milioni di clienti.

Negli Stati Uniti, dove il passaggio alle eSIM procede speditamente soprattutto per via della scelta di Apple di vendere i nuovi iPhone solo con questo sistema, non sono stati segnalati particolari problemi.

Nel caso dell’attivazione di un nuovo iPhone, per esempio, è prevista una procedura automatica per il trasferimento del numero e soluzioni simili iniziano a essere utilizzate anche da alcuni dei principali produttori di smartphone Android.

Ci sono comunque casi in cui le cose non funzionano come dovrebbero e si deve contattare il proprio operatore, fornendo il codice identificativo del proprio dispositivo in modo che a questo sia assegnato il numero in precedenza presente sulla SIM tradizionale.

La fine delle SIM
Il passaggio dalle SIM tradizionali alle eSIM in tutto il mondo richiederà diversi anni per essere completato, ma è opinione diffusa tra gli esperti che sarà sostanzialmente inevitabile visto che tutti i produttori più grandi hanno scelto questa soluzione insieme agli operatori.

Ci si aspetta che i sistemi per trasferire il proprio numero da una eSIM a un’altra diventino più semplici e che non richiedano l’ausilio di un computer o di un altro dispositivo, visto che molte persone non possiedono un PC soprattutto nei paesi con economie poco sviluppate.

La scomparsa delle SIM porterà comunque anche a un piccolo miglioramento dal punto di vista ambientale, visto che non dovranno più essere prodotti i supporti in plastica e le confezioni in cui sono vendute.

Viste le dimensioni che hanno raggiunto potrebbe sembrare poca cosa, ma si stima che nel mondo ci siano circa 8,6 miliardi di abbonamenti a servizi di telefonia mobile.

mercoledì 3 aprile 2024

Torri Gemelle?

 Esistono perplessità per quanto accaduto l'11 settembre 2001 e quindi cercando incidenti simili ho trovato un aereo che ha colpito l'Empire State Building durante la seconda guerra mondiale e nella foto sotto dove ho cerchiato è il punto di impatto e non è un fake...

Si trattava di un B25, un bimotore. 

Nel corso della guerra ci si accorse che per la strategia di bombardamenti a tappeto praticata dagli USA funzionavano meglio i bombardieri molto grossi e capaci di volare altissimi, così il B25, piccoletto, veniva spesso destinato a fare cose per cui non era progettato, tipo mitragliamenti a bassa quota o trasporto di passeggeri. 

Il B25 in questione svolgeva proprio quest' ultimo servizio, e nel luglio 1945 mentre effettuava un trasferimento, chiese di atterrare all'aeroporto civile di New York

Oltre a pilota e copilota a bordo c' era solo un meccanico dell' aviazione, che ne aveva approfittato per avere uno strappo per New York.

Erano partiti di mattina presto da una base militare del Massachussets, uno staterello costiero vicino a New York (questi aerei non avevano neanche lontanamente la stessa autonomia di quelli odierni), e dopo esser stati respinti per scarsa visibilità dalla torre di controllo del "La Guardia" il pilota chiese se potevano atterrare in un altro aereoporto, nel New Jersey, un pò più a Sud. 

Tutti e tre gli aereoporti si trovavano presso la costa, e quella mattina un banco di nebbia enorme e fittissimo copriva tutta quella zona e per tutta risposta gli fù detto che anche lì la visibilità era zero.

Il problema è che un aereoplano non può star fermo a mezz' aria mentre aspetta istruzioni, quindi il pilota non potè fare altro che mettersi a girare a vuoto sulla città, pilotando a vista, come era frequeste a quei tempi e nel dubbio di atterraggio forzato il pilota scaricò le bombe che aveva in carico in mare e proseguì il volo a vista sino a quando andò a sbattere contro l'Empire che era stato costruito una 15na di anni addietro.


L'impatto ovviamente non è paragonabile all'attentato della Torri Gemelle in quanto  gli aereoplani della seconda guerra mondiale, nonostante l'aspetto massiccio, dovevano per volare essere molto leggeri, quindi erano macchine molto più "vuote" e delicate di quanto sembrassero, fatti sopratutto di lamiera e l'unica cosa massiccia erano i motori a pistoni.

Ci entro' dentro e ci cadde di traverso, finchè non venne fermato dall' ascensore qualche piano sotto. 

Il palazzo arrestò di brutto l' aereoplanino, che si sbriciolò contro, limitandosi a fare un buco di 5 o 6 metri di diametro e devastando tre stanze.

La robusta struttura del palazzo quasi non ebbe un graffio.

Dell' aereo solo i motori non vennero ridotti in pezzetti, e schizzarono via come proiettili: uno trapassò spettacolarmente l' edificio e cadde per quasi 300 metri...

Il motore in caduta libera finì il suo volo andando a sfondare il tetto di un palazzo sotto..

ma non fece vittime, mentre l' altro motore urtò il pozzo dell' ascensore e fece danni..

in quanto dentro c'era l'impiegata che come lavoro chiedeva alla gente a che piano volessero andare, premeva i tasti e li accompagnava. 

La ragazza rimase gravemente ustionata, i soccorritori la trassero fuori e per farla arrivare al piano terra la caricarono, da sola, sull' ascensore a fianco… che aveva il cavo spezzato, così la disgraziata cadde per centinaia di metri… poi però, data la velocità, l' aria nel pozzo dell' ascensore non fece in tempo a sfiatare, venne compressa e ammortizzò un poco la caduta della cabina. 

La ragazza venne trovata, oltre che ustionata, con le gambe e la colonna vertebrale spezzate in più punti.

Tutto ciò mentre i pompieri combattevano l' incendio che si era sviluppato a causa del carburante dell' aereo.

Questo avvenimento ci riporta alle Torri Gemelle (vedi foto sotto). 

La ragione per cui quelle sono cadute (misteriosamente in piedi) è che (si dice) il calore dell' incendio ha stemperato l' acciaio della struttura portante trasformandolo in ferro, molto meno resistente. 

Il metallo oltretutto dilatandosi ha spaccato il cemento, e a quel punto non c' era più nulla che reggesse il peso dei piani superiori, che quando son venuti giù hanno travolto il resto dell' edificio (e vabbe')..

   L'incendio dell' Empire State Building invece venne spento in in una trentina      di minuti e ancora oggi è l'incendio spento a maggiore altezza dal suolo.

Tirando le somme, nello schianto del B25 morirono undici occupanti dell' edificio e i tre aviatori e l'edificio venne riparato e continua ad esistere. 


Soccorso in corso

Sulla terrazza panoramica, evidenziato in rosso nella foto sopra, c' erano al momento dello schianto 50 o 60 turisti, che stavano probabilmente bestemmiando perchè a causa della nebbia di panorama non ne vedevano una mazza… finchè non furono ripagati del prezzo del biglietto dallo spettacolo di un aereo bombardiere che esplodeva a pochi metri sotto il loro naso. Non una cosa da tutti i giorni…

Avevano stimato qualche vittima di troppo, a quanto pare

Per concludere, una nota positiva su tutta questa vicenda: La signorina dell' ascensore, chiamata Betty Lou Oliver, sopravisse e si riprese da entrambi gli incidenti.

Eccola quì all' uscita dall' ospedale, malconcia ma viva e sorridente. Detiene tutt' oggi il (non invidiabile) record mondiale di sopravvivenza alla caduta di un ascensore. Il secondo record di quella giornata. L'edificio ripeto che è tuttora in piedi e non ha fatto la fine delle torri gemelle..bah..fine del post. Ci sarebbe anche la storia dell'aereo che ha sbattuto contro il Pirellone a MI il 18 aprile 2002 e anche qui un piccolo aereo da turismo pilotato maldestramente (così è stata definito dall'inchiesta mentre voci di corridoio dicono che sulla pista 33R c'era la finanza ad aspettarlo e quindi il pilota aveva deciso il rientro in suisse ed essendo controsole...) andò a sbattere nel 26mo piano del grattacielo Pirelli causando 3 morti (pilota e due persone che erano nell'ufficio) 60 feriti e lavoro di ristrutturazione di locali della regione lombardia per danni stimati in 33 milioni di euro..



 


lunedì 1 aprile 2024

Visite mediche Private.

 


Considerato che ho l’età dei datteri e che teoricamente sarebbe ora di fare visite mediche, oggi schivo l’informatica e mi concentro sulla ricerca sanitaria nazionale.

Well, vedo liste di attesa inaccettabili e vedo soprattutto l’accantonamento dell’utilizzo del Sistema Nazionale Sanitario a pro del privato che vi garantisce visite con tempi accettabili.

Ora, non tutti possono permettersi questa via in quanto o si fanno visitare o pagano a fine mese le spese condominiali e qui comincio coi consigli trovati nel web.

Punto Primo Il medico deve certificare l’urgenza.

Questo vale sia per il medico di famiglia, la guardia medica, ilpediatra che devono applicare un codice di priorita’ sulle ricette dove

U significa Urgente e quindi la prestazione deve essere fatta entro 3 giorni (72 ore)

B significa Breve ovvero entro 10 giorni.

D significa Differibile ovvero entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami diagnostici.

P significa Programmabile ovvero 120 giorni.

Ora se la lista di attesa non soddisfa le lettere di cui sopra, voi potrete andare nel privato e farvi rimborsare la prestazione compilando questo modulo da inviare all’Azienda Sanitaria di appartenenza allegando la ricetta medica e la prescrizione del cup.

Tutto questo è in base al decreto legge n.124 del 1998



e quindi rimarra’ solo a vs carico solo il Ticket e se avete l’esenzione, manco quello.

Quindi fatevi dare la PEC del direttore sanitario della asl di competenza e inviate quanto indicato.

Occhio che la asl cercherà di bloccare le liste di attesa per non farvi entrare nell’anno in corso contravvenendo ai suoi doveri nei vostri confronti e a questo punto cercate qualche associazione e io ho trovato questa

https://www.periplofamiliare.it/blog/la-lista-dattesa-troppo-lunga-ce-il-diritto-alla-visita-privata