giovedì 28 febbraio 2013

Quando un elettorato incazzoso incontra un ostacolo mostruoso nascera' un casino favoloso.

Quando un elettorato incazzoso incontra un ostacolo mostruoso nasce un casino favoloso.

osare.jpg


Questi esiti elettivi spero facciano riflettere gli Italiani che staranno alla porta per vedere se i politici OSERANNO fare una stagione di riforme senza rimettere la questione al popolo Italiano a tempi brevi.


Qui non occorre essere di destra o di sinistra e perdersi in congetture postelettorali, qui non occorre essere felici o frustrati dai risultati, qui non occorre seguire una politologica ma seguire un’analisi socio-antropologica non da pecora del gregge pizzamandolinoso.

L’affermazione di un movimento di incazzati che ha dei programmi leggermente lontani dalla democrazia ma che hanno avuto consensi da un corpo elettorale che significa uno su quattro persone, ovvero il vicino di casa, il tappezziere, il giornalaio, l’imprenditore, il disoccupato, la moglie, il cugino, l’amministratore, lo zio..insomma gente che non e’ attivista ma gente veramente incazzata, fa’ riflettere e fa’ paura in quanto hanno spinto avanti attivisti che dovranno prendere delle decisioni importanti, insomma sono quasi nove milioni di persone su posizioni di “appartenenza provvisoria”  come partito che non possono essere tacciati come dei fascisti, qualunquisti o populisti..sono persone che sono scese in piazza perche’ stufe dalla demagogia della destra, stufe dai tentennamenti del centro, stufe dalle balle retoriche della sinistra e che hanno paura del domani e faticano mettere assieme il pranzo con la cena..altro che la terza settimana qui siamo arrivati alla frutta saltando primi e secondi e molti la frutta la trovano nei contenitori..non quelli dell’ipermercato.. quelli della piazza.. questi circa novemilioni di certo non sono immobili nel nuovo partito di appartenenza, hanno solo detto..basta abbandonando la loro ideologia e hanno votato con la consapevolezza del loro voto di opinione, sia pure ancora molto grezzo ma legato alla loro protesta e se fra sei mesi si tornera’ a votare per la debolezza del partito o dei partiti i nove milioni diventeranno il doppio. Questa tremenda spada di Damocle impone scelte nuove, inedite, reali, fantasiose e soprattutto coraggiose.

Grazie al porcellum il pallino e’ in mano alla sinistra, ma non e’ la sinistra solita quella con importanti radici storiche ma e’ quella con idee legate alla classe operaia legata al secolo scorso anche se alcune diramazioni l’hanno portata a posizioni liberali e riformiste e che comunque oggi naviga in mezzo ad una confusione di posizione sia di sinistra che di destra in un clima veramente ambiguo e poco chiara.

L’unica cosa da fare. OSARE. Il risultato elettorale ha creato una situazione a cul de sac indiscutibile. Non ci sta’ una maggioranza e non e’ possibile costituirne una seria, credibile, accettabile. Questo e’ un dato di fatto. Ma non si puo’ dire, agli elettori incazzati, “Non ci piace come avete votato, adesso rifacciamo le elezioni e cercate di comportarvi meglio!”, se no il prossimo sara’ un governo monocolore, quello degli incazzati. E questo e’ un altro dato. Allora cosa dovrebbe fare il grande leader di sinistra, obbligato dai risultati elettorali a governare senza avere i numeri? Obbligato a fare delle proposte senza avere gli alleati in parlamento? Osare, Osare e Osare.

Osare quella stagione strepitosa di dieci riforme fondamentali che mai si sono potute fare o non sono volute fare e che un intero popolo bue vuole: -- riforma elettorale vera (sperabilmente uninominale a doppio turno); conflitto di interessi; riduzione dei parlamentari e loro benefit e ridisegno del bicameralismo - riduzione privilegi grandi manager; abolizione Province; trasparenza totale atti parlamentari…

E poiche’ mentre si provvede a questo occorre che gli italiani lavorino e mangino: soluzione al credit crunch e pagamento alle imprese dei crediti pubblici (progressivamente, ma almeno iniziare); iniziative per il welfare e il lavoro compatibili con le disponibilita’ di cassa, che certo inizialmente non saranno ampie; riapertura, ragionevole e argomentata, del tavolo europeo (entro un confine di indiscutibile europeismo). Fare questo in un anno poi si’, allora, tornare tutti alle urne.

Forse che questi provvedimenti non sarebbero “di sinistra”?

Forse che non incontrerebbero il plauso dei rappresentanti degli incazzati? E forse non troverebbero parziali consensi anche nel centro dell’ex tecnico o in qualche settore della destra?

Non sono sicuro se questo leader sinistrorso sia capace di OSARE, ma ho chiarissima la sensazione dell’ora o mai piu’.Siamo talmente nella merda, siamo in una tale situazione di stallo, siamo talmente in balìa dei mercati, siamo talmente impantanati ed evito di usare ulteriore verbi escrementosi, che solo uno sguardo al di la’ dell’orizzonte, capace di spogliarsi degli abiti mentali stretti nella fazione di appartenenza , capace di far entusiasmare un popolo veramente incazzato, ecco, solo un nuovo atto di creativita’ politica puo’ farci tornare a galla. Questo leader che ci siamo ritrovati non sara’ il massimo, ma abbiamo lui sulla breccia; questo giro, in questa situazione, purtroppo e’ toccato a lui che deve smettere di smacchiare i giaguari e dimostrare alla Storia di essere uno statista.