giovedì 31 dicembre 2020

Who said robots can't dance? | Boston Dynamics welcomes the new year

Calendario perenne.


Eccovi il calendario 2021 in formato Excel capace di riportare automaticamente ed evidenziare in rosso tutte le festività nazionali italiane (si tratta di quelle riportate nella pagina della Presidenza del Consiglio dei Ministri) oltre alle domeniche.

Il
calendario 2021 scaricabile cliccando qui e' stato concepito in maniera tale da occupare due fogli A4 (il calendario puo' quindi essere per esempio stampato fronte/retro): sei mesi sul primo foglio, sei mesi sul secondo.

E in terza pagina l'elenco delle festivita'.

Per impostazione predefinita il
calendario mostra le festivita' del 2021 ma cambiando semplicemente l'anno nella cella B1 del foglio elettronico e premendo il tasto Invio, il calendario si aggiornera' da se'.

E se non ricordate il giorno in cui siete nati/e..mettete l'anno..
e per gli adepti del kama, eccovi il mio che potra' darvi un'idea sulla posa giornaliera per l'espletamento del dovere coniugale..

 

E non mancano gli auguri di un buon 2021 da parte di Stefano.

martedì 29 dicembre 2020

Cara Minestrina.

 


.. Siamo nell'occhio del ciclone per quanto riguarda il festival del colesterolo, ci siamo strafogati nella ricorrenza prepostNatalizia nonostante il lockdown e la riduzione della parentela conviviale e in attesa della botta finale del 31 e' giusto prender la via della minestrina..

Tempo fa disquisii sul fatto di promuovere una giornata mondiale della minestrina anche se io opto per carboidrati come del resto anche il buon Leopardi Giacomo fece a suo tempo e mi rimembro una sua composizione fatta a soli 11 anni che mettero' a fine post.. quando ce vo' ce vo' e quindi necessita odeare sta brodaglia acquosa.

E’ un atto di riconoscenza dovuta, povera Minestrina specialmente dopo le libagioni cu cui sopra.

Sta povera innocente minestrina.. lei si’ che ci fa del bene.

Passa autunninverni interi a scaldarci le budella e nessuno si degna di onorarla e di farle un monumento.

E’ una sorta di razzismo culinario.

Solo perche’ non e’ un minestrone, di quelli maschi, cazzuti roventi e pesanti.

E’ «ina» lei, leggera, sciacquetta, non ti impiccia lo stomaco.

Poi la Lell ci mette un amen a prepararla.

Ovvia la preferenza di una cofanata di spaghetti o padellata di tortelloni panzerottati.

Se tu donna casalinga redditodicittadinanzata scodelli sotto il muso del maschietto di turno una ciotola di minestrina, sentirai bofonchiare che gli sembra di stare in una corsia di ospedale covidosa, ma poi, un po’ per celia e un po’ per non morire, di fame in questo caso, finira’ con l’ingoiare l’intruglio, magari infilandoci un peperoncino rizzapeli.

Il mascolo con le palle, di fronte alla minestrina suda e trasuda come una lumaca e poi, dopo aver scontato la sua ingiusta pena, dira’.. E mo’? che minchia c’e’ di primo?... Gnulott dell'Agnesa o pasta al forno?.

E’ cosi’.. Il maschio, sta minestrina la trangugia solo per far piacere alla dolce trequarti.

Perche’ esso la ama.

Ma poi mangiare a l'e' un alter ciule'.

D’altra parte come dar torto.

Mia nonna la minestrina la faceva sulla stufa.

Ci scagliava dentro un paio di pugnate di pasta degli angeli quella a forma di fiorellino e la lasciava li’ a cuocere a tal punto da confondersi con le palle da baseball..

santa donna io la vedevo vecchia ma oggi riconsidererei la veduta e la vedrei come una signora di 65 anni e basta.

Che dire ancora di quella sciacquatura di budella calda e salatina. Che tu la mangi, ti riscalda, ti vien voglia di far subito una pisciatina e godi come un falco, non senti quel pieno nello stomaco ma senti che si svuota passando dall’attrezzo che dovrebbe servire alla riproduzione ma declassato SSPP.

Ti da’ l’idea che almeno hai smaltito un po’ di polvere che avevi dentro.

Quindi auguri cari o minestrina, te lo dovevo questo post e pensa che la prima volta che ti ho assaggiato..mi hai fregato.. mia mamma ebbe detto..Carluccio vuoi la *pastina?

Azz.. certo mamma.. anche se e’ piccola la mangio lo stesso..e invece sei arrivata tu cara minestrina

( * pastina in lingua leghista vuol dir minestrina ).

E adesso Dal Pascoli Undicenne



A morte la minestra


Metti, o canora musa, in moto l’Elicona
e la tua cetra cinga d’alloro una corona.
Non già d’Eroi tu devi, o degli Dei cantare
ma solo la Minestra d’ingiurie caricare

.
Ora tu sei, Minestra, dei versi miei l’oggetto,
e dirti abominevole mi porta gran diletto.


O cibo, invan gradito dal gener nostro umano!
Cibo negletto e vile, degno d’umil villano!


Si dice, che resusciti, quando sei buona, i morti;
ma il diletto è degno d’uomini invero poco accorti!


Or dunque esser bisogna morti per goder poi
di questi benefici, che sol si dicon tuoi?


Non v’è niente pei vivi? Si! Mi risponde ognuno;
or via su me lo mostri, se puote qualcheduno;
ma zitti! Che incomincia furioso un tale a dire;
ma presto restiamo attenti, e cheti per sentire:


“Chi potrà dire vile un cibo delicato,

che spesso è il sol ristoro di un povero malato?”


È ver, ma chi desideri, grazie al cielo, esser sano
deve lasciar tal cibo a un povero malsano!
Piccola seccatura vi sembra ogni mattina

lunedì 28 dicembre 2020

Basta..e' finita..

 


Ed e' la seconda volta..basta..e' finita..
Io sono qui ma Lei non c’e’.
Mi guardo intorno. Ma e’ tutto inutile. Ormai e’ finita.
Nulla la puo' sostituire,,
Sento l'acqua scrosciare ma in questo momento io non posso farcela senza di Lei. 
Perche’ non ci sei? 
Come ho fatto a sbagliare? 
Mi sento un po’ bambino.
Ucciso dalla propria ingenuita’, son proprio un pistola.
Pero’…Non e’ stata colpa mia. Come puo’ un uomo resistere?
La Natura e’ un qualcosa di superiore che l’uomo avra’ solo l’illusione di poter controllare.
L’illusione… Ah, che bella cosa. 
La cosa piu’ dolce che puo’ possedere l’uomo e’ l’illusione.
Almeno in questa so’ che ci sei te, profumata tenera e avvolgente.
Si’ nelle mie illusioni ci sei. 
E Dio solo sa quanto sarei felice in questo momento se ci fossi anche nella realta’.
Ma e’ questo il brutto di un illusione…che non e’ reale. 
Non ti vedo..
Al massimo, si e’ consapevoli che quella cosa esiste solo nella nostra testa, nel magnifico universo di idee che alberga in ognuno di noi.
Oh, quanto mi piacerebbe vivere nelle mie idee, nel mio universo.
Costretto, invece, a vivere in un mondo che non mi appartiene ma che qualcun altro ha creato, schiacciato da regole non mie.
Un mondo dove tu adesso non ci sei.
Ma ormai e’ inutile parlare.
E’ fatta..
Come faccio adesso? 
Oh, no... Porc..zozz. no… Oh, no… Lui e’ uscito vestito di marrone. La Cosa ormai e’ fatta, lo sento persino nell’aria.. doloreee.
No, sghinga eva.. non puo’ finire cosi’. 
Non ci credo. 
Eppure pensavo…Che Lei c’era o ci fosse stata, il verbo non conta piu’ ormai e vengo al sodo..
Pensavo fosse rimasto almeno un rotolo di carta igienica! Ma purtroppo mi sbagliavo. 
Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso e mi ripetero’ all’infinito per decinaia o centine di volte..
"Cazzo ma guarda prima di andare a cagare..testina di vitello”.


sabato 26 dicembre 2020

Babbo Natale naaa.

 

 

Cari togotuentinaindipendenti, mi spiace deludervi ma vi faccio una confidenza..Babbo Natale non esiste e mo' vi dico il perche' sono arrivato a questa conclusione..

punto primo ho cercato invano nei motori di ricerca una renna che possa volare..nada.. ci sono circa 400.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e la maggioranza e' rappresentata da insetti e germi ma questo non esclude una minima possibilita' di esistenza di renne volanti che solo Papa' Noel ha in dotazione.

After..ci sono un paio di miliardi di bambini al mondo non ancora maggiorenni e se escludiamo tutte le religioni che danno il veto a sto Babbo, il carico di travaglio (non quello del fatto quotidiano) si riduce al 15% ovvero a 378 milioni e con una media di 3 e mezzo bimbo buono per famiglia abbiamo un totale di 98,1 milioni di locazioni presumendo almeno un bimbo buono per famiglia il buon Babbo che ha 31 ore lavorative, grazie al fuso orario e alla rotazione della terra, presupponendo che lo stesso viaggi da est verso ovest dovrebbe fare 822.6 visite al secondo quindi nemmeno 1 millesimo per:

Compilare l'aucertificazione per gli spostamenti.

Trovare parcheggio (qui e' agevolato in quanto ha i tetti a disposizione senza divieto di sosta).
Saltare giu' dalla slitta.

Togliersi la mascherina per poter respirare.
Scendere dal camino (a casa mia il passaggio e' chiuso in quanto vado a teleriscaldamento e poi del resto non ci sono bimbi buoni..ce ne sta' uno solo ed e' come se non ci fosse).
Riempire la calza (ah no..questo e' per la befana..altro discorso a parte e del resto qui le befane sono pure in esubero).
Porre i doni sotto l'albero di Natale (vabbuo' diciamo sul tappeto).
Risalire dal camino.
Saltare sulla slitta.

Rimettersi la mascherina.
Decollare schivando gli aerei in fase di discesa (sempre dalle mie parti near Caselle Airport).
Mettiamo che le abitazioni siano posizionate in modo logico, stiamo parlando di 1.250 km per ogni fermata per un tot di 120 milioni di chilometri.
Ne consegue che la slitta viaggerebbe a 1.040 Km/sec ovvero a 3.000 volte la velocita' del suono.
(tanto per fare paragoni, una stazione spaziale viaggia a 43,84 Km/sec e una renna normale a circa 30 KM/ora.
Non ho finito..e che dire del carico della slitta?

Se ogni pargoletto buono si cucca un regalo da 1 Kg. sta slitta ne ha per 378.000 tonnellate.
La renna dei motori di ricerca, puo' normalmente trainare circa 150 Kg e mettiamo che una iper renna volante sia 10 volte superiore, e' improbabile che al traino ci siano solo 8 o 9 renne..minimo minimo ce ne vanno 220.000 e questo porta il peso a 587.422,5 ton. Equivalenti a 4 volte il peso della barca che Schettino l'inchinatore inclinatore ha stravaccato a suo tempo.
Bah.. certo e' che 587.422,5 ton che viaggiano a 1.040 Km al sec provocano una resistenza che riscaldera' le renne nello stesso modo di un'astronave che rientra dal viaggio cosmico.
Le renne di testa assorbirebbero 14.5 quintilioni di Joule al secondo e se ne deduce una vaporizzazione istantanea, creando assordanti onde d'urto che non sarebbero di Buon Natale e porterebbero alla conclusione tecnica astronomica che Babbo Natale non esiste e ad ogni buon conto cuccatevi i miei auguri che vi faccio col cuore..

 

 

L'anno bisesto se ne va..

 


Fra poche ore il 2020 finalmente se ne andra’ lasciando posto al 2021 con tutte le sue incognite dovute alle restrizioni ed alle presunte vaccinazioni antiCovid della Pfizer-Biontech.

Ognuno scrivera’ un pezzo di se’.

E’ inutile fare bilanci sull'anno bisesto che se ne sta andando, perche’ quando si fanno, i conti non tornano mai.. quello che comunque abbiamo fatto spesso non ci basta e l’avuto ci sembrera’ sempre troppo poco rispetto al dato.

Ma se questo bilancio lo facessimo con il cuore, se ci guardassimo dentro e se guardassimo cio’ che ci circonda, l’avuto potrebbe trasformarsi in immenso e il dato apparirebbe una nullita’.

Mentre molti di noi brinderanno all’anno nuovo nella propria abitazione con il cuore colmo di speranza, con nuovi progetti nel cassetto, la penna pronta a scrivere il proprio poi… migliaia di vite si spegneranno, migliaia chiuderanno la loro storia senza avere piu’ nulla da scrivere.

Molti ci lasceranno mentre le ore comporranno questo nuovo anno fra lenticchie propiziatorie e calici pieni di spumante o champagne, c’e’ chi smettera’ di raccontare di se’… e pero' ci sara' chi iniziera’ a raccontare di se’.

C’e’ chi vorrebbe potersene andare per smettere di soffrire, chi vorrebbe trattenersi ancora in questa valle di lacrime.

Si’, nel mondo milioni smetteranno di scrivere e milioni si affacceranno a farlo.

Questa e’ la vita….

Che possa quest’anno concludersi e il prossimo iniziare per tutti con la serenita’ nel cuore.

Che il dolore del perduto possa dissolversi nel piu’ breve tempo possibile.

Che la solitudine possa abbracciare nuovamente l’amore e per chi arriva e per chi resta possa essere un anno sereno colmo d’amore.

BUON ANNO a chi e’ appena nato, a chi e’ a meta strada, a chi attende, a chi non sa attendere, a chi impaziente vive, a chi vive sperando, a chi non spera piu’, ai bambini, a chi bambino non e’ mai stato, agli anziani, a chi non ha avuto, a chi ha avuto molto, a chi troppe volte ha pianto, a chi non sa piangere, a chi troppo stanco sopravvive, a chi nella mia vita e’ passato anche per un solo attimo regalandomi un sorriso o una lacrima, a chi mi ha amato, a chi ho amato, a chi mi odia, a chi mi conosce, a chi non conosco… a chi semplicemente vive.

Auguro un anno fatto di sogni, desideri amori e fantasia un anno da vivere serenamente senza regioni colorate di rosso, con la visione del bicchiere meta’ pieno (nel mio caso ..di grappa ..rigorosamente con genziana per la gioia dell'amico fegato..ammesso di averlo ancora).

Non potevo di certo chiudere il post nella maniera seria e spero.. dico spero di continuare a vedere la vita cosi’, seguendo sempre i consigli del nonno che voi conoscete per la moltitudine di volte che ve l’ho esplicata, quindi schiena al muro e non abbassatevi mai e se per caso ve lo..

finita con ve lo.. e di nuovo TANTI AUGURI.



lunedì 21 dicembre 2020

A Ugo, assenza..presenza..

 


Tre giorni al natale e il mio pensiero in questo clima di Covid mi fa ritornare a qualche anno addietro, sembra ieri ma a calendario vedo che diversi lustri sono passati e mi convinco sempre piu’ che vivere e’ un insieme di accumulo e perdita dove incontrarsi termina inequivocabilmente con un addio.

Volti, nomi, storie, sentimenti, persone.


Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada.. poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri.. a volte si fermano, e rimangono li’, e guardano mentre ci allontaniamo e diventiamo sempre piu’ piccoli, sempre piu’ distanti noi proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta.


Ma ci lasciano, tutti, qualcosa.


Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre.. ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell’assenza.


L’assenza e’ una voce che non sentiremo piu’, eppure ci parlera’ dal profondo del cuore nell’ora piu’ buia, nel giorno piu’ difficile.


L’assenza e’ una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggira’ e il coraggio sembrera’ venirti meno.


L’assenza e’ un ricordo che potrebbe apparire banale, e’ una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai piu’ quando e dove, un sorriso, un’amarezza seppelliti nella memoria. e’ una strada ripercorsa tante volte, e’ il Natale come lo aspettano i bambini anche in questo anno bisesto siamo tutti in lockdown.


L’assenza e’ il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c’e’ piu’, il tempo per tutto cio’ che non hai saputo dire, che non hai potuto fare o non hai voluto fare, e’ l’amore che ti porti dentro, e’ quello che resta quando tutto finisce.


Il rendiconto e’ il significato della vita.


Illogicamente tutta questa assenza e’ per me e’ Presenza.. passata, presente e futura, ciao papa’ Ugo, ne e' passato di tempo ma tu sei sempre qui e sei partito proprio a tre giorni dal Natale, non ti metto fiori per far vedere alla gente che mi ricordo di te, non ti faccio dire messe e quindi non sentirai un estraneo che dice il tuo nome e questa usanza la lascio alla Lella, ma tu sei qui dentro, guarda..proprio qui…e tu sai perche' io...
odio le feste Natalizie


Un abbraccio dal tuo carlo
anzi..

carluccio come mi hai chiamato TU.


Buon Natale papa'


sabato 19 dicembre 2020

Arriva Natale..

 


Come tutti gli anni, posto la mia preghiera propiziatoria.

Mi accingo a cospargere il capo di cenere mentre mi inginocchio su avanzi di noccioline, frutta secca e palle dell’albero rotte…

Caro Bambinello ora che sei rinato, donami la serenita’ di accettare le cose che non posso cambiare, dammi il coraggio di cambiare le cose che non posso accettare e la saggezza di nascondere i corpi di coloro che ho dovuto sopprimere perche’ mi hanno veramente rotto il coglionisterio.

Aiutami anche a stare attento ai piedi che pesto oggi, perche’ potrebbero essere collegati al culo che dovro’ baciare domani.

Aiutami a ricordare che ci vogliono 42 muscoli per aggrottare il viso e solo 4 per stendere il mio dito medio e mandarli a cagare!

Fammi essere come il missile che va dritto verso il cielo o come la piccola supposta che invece va dritto verso il …. e che quando e’ chiamata a compiere il suo dovere lo fa’ fino in fondo, senza mai guardare in faccia nessuno, si mette subito in cammino cercando umilmente la propria strada …. 

E se qualcuno mi si parera’ davanti dicendomi con presunzione ed arroganza: «Lei non sa chi sono io!» intimamente sa’ gia’ che non puo’ essere altro che uno stronzo! Amen.


E adesso andiamo sulle osservazioni delle recenti regole anticovid viste sia da Natangelo che Stefano e buone feste a tutti..


 

lunedì 14 dicembre 2020

A breve WhatsApp sara' bloccato su diversi tipi di Android e iPhone.

 



A breve dovremo fare i conti con WhatsApp bloccato su diversi smartphone Android e su alcuni iPhone.

Entro l’inizio del 2021, WhatsApp non sarà disponibile su molti telefoni.

WhatsApp sarà disabilitato sui telefoni basati su iOS 9 di Apple e sui telefoni basati su Android 4.0.3 di Google dal 1 gennaio 2021. Tuttavia, è opportuno evidenziare anche che WhatsApp continuerà a essere disponibile sui telefoni con iOS superiore a iOS 9.

Ad esempio, su iPhone 4S, iPhone 5, iPhone 5S, iPhone 5C ci sono alcune cose da dire.

WhatsApp bloccato dunque a stretto giro, con l’app che smetterà di funzionare su tutti gli smartphone che hanno smesso di ricevere aggiornamenti dopo la versione Android 4.0.3 KitKat entro gennaio 2021.

Ciò significa che WhatsApp non sarà disponibile su telefoni come Samsung Galaxy S2, Motorola Android Razor, LG Optimus Black e HTC Desire.

L’elenco specifico è stato condiviso poche ore fa anche dal sito Bufale.net.

I telefoni in esecuzione su questi sistemi operativi non erano precedentemente autorizzati ad aprire un nuovo account WhatsApp. Gli stessi account, poi, non possono essere nuovamente verificati in questo momento. Ma per assicurarti che i telefoni rientrino in questa categoria puoi andare su Impostazioni> Sistema> Aggiornamento software‌ e verificare la presenza di aggiornamenti di sistema.

Per farvela breve, arriverà una pulizia importante nelle prossime settimane.

Consultate la lista riguarda i dispositivi coi quali avremo WhatsApp bloccato.

Di tanto in tanto, lo staff dell’app decide di fare pulizia e di mettere da parte prodotti che possono contare su versioni obsolete del sistema operativo di riferimento.

Il Cashback e' una truffa ma non cielodikono.

 


Il Piano Italia Cashless, ossia l’origine legislativa del Cashback di Stato che ha preso il via in questi giorni, è un progetto che ha duplice finalità: stimolare gli acquisti in store e farlo attraverso i pagamenti digitali tracciabili.

Le finalità (al netto di un inizio difficoltoso, ma ora le procedure sono rientrate sui binari e si dovrebbe procedere senza ulteriori difficoltà) sono chiaramente nobili: alimentare la spesa per rilanciare l’economia durante il periodo natalizio e convertire gli italiani ai pagamenti cashless per avvicinarci a quella media europea da cui siamo ancora troppo lontani.

Eppure, in molti casi, il messaggio che passa è esattamente quello contrario.

Il cashback è una truffa ma non cielodikono

Come si può essere contrari al cashback pensando che sia tutta una grossa montatura che toglie denaro “al popolo”? Come può, un programma che elargisce denaro per distribuire potere di spesa, essere visto come un ostacolo? Ecco un esempio, uno su molti:



Attenzione a questo fenomeno: si tratta di qualcosa che ha estrazione sociale e valenza politica non indifferenti, qualcosa che si può riassumere in quel “noncielodikono” che sta diventando qualcosa di ben più ampio di una semplice canzonatura.

Il popolo dei “noncielodikono” sta vivendo infatti una frattura sempre più ampia rispetto ad uno Stato che vedono come lontano, tracotante, vicino alle “banche” e ai “poteri forti”, vessatore dei cittadini il cui destino è tenuto in ostaggio da indefiniti interessi alti e altrui.

Il popolo dei “noncielodikono” vive un quotidiano “loro contro noi” che ognuno declina alla propria maniera.

Grazie ai social network, però, quel che sarebbe sdegno, indignazione, rassegnazione e sfiducia nello Stato (emozioni liquide che cambiano forma e intensità a seconda degli eventi) diventa materia solida che aggrega.

Il cittadino indignato, grazie ai social, non si sente più solo, ma forte e sottorappresentato.

Cerca un portavoce e lo fa dapprima condividendo meme e quindi proiettando il proprio voto verso forze politiche che, non a caso, in senso del tutto trasversale, stanno assumendo toni, modi e argomenti propri di queste crescenti sacche di rabbia diffusa.

Tuttavia sono proprio gli argomenti ad essere la parte più debole: trattasi di argomenti che non si basano sulla consapevolezza, ma più precisamente nell’ignoranza.

Mettiamo le mani avanti: per “ignoranza” si intende precisamente il senso dell’ignorare, del “non conoscere” e del “non curarsi di sapere”.

Ignorare come funziona il cashback, ad esempio, può portare facilmente a fraintendimenti attraverso uno storytelling deviato che costruisce su piccole falsità grandi miscredenze.


I meme anti-cashback dei “noncielodikono”

Un esempio sta nel testo indicato sopra e cioe'

che in queste ore molti iniziano ad incrociare sulle proprie bacheche:

per chi non l'avesse gia' letta, ecco la lettera per intero:

Sul CASHBACK•

Supermercato:
Signora sessantenne alla cassiera.
: voi non avete il programma cashback ?!
: no signora per volontà della proprietà noi non l’abbiamo attivato
: è uno scandalo, non verrò più qui a fare la spesa!

Vedendo il trambusto mi avvicino con il direttore.
: signora buongiorno, sono il proprietario, posso aiutarla in qualche modo ?
: la vostra dipendente mi ha impedito di usare il cashback se lo sapevo non venivo neanche.
: no signora, non dipende dalla cassiera, ma da me. Il criminale sono io. Sono io che ho rifiutato di installarlo. Ma non si preoccupi, le faccio io un buono spesa del 10% sulla sua spesa di oggi.
La signora rimane interdetta
: ma perché non l’ha fatto installare ?!

Perché vede, cara signora, in Italia ci sono, con certezza, almeno sette milioni di coglioni. E la cosa preoccupante è che il numero è destinato a salire...

Circa 7 milioni di italiani hanno scaricato, ad oggi, la app per partecipare al cashback degli scontrini con annessa Lotteria di Stato.

Degli ignoranti, innanzitutto perché credono davvero che questa sia una alzata d’ingegno dei soliti politici mediocri per rilanciare i consumi. Invece serve a tutt’altro...

La signora è incuriosita e perplessa.

Vede, per tutti gli acquisti fatti con bancomat o carta di credito dall’8 al 31 dicembre vi valutano il 10% della spesa come cashback per un totale massimo di 150.00€ . Ve li riaccreditano a febbraio. Non sapete però, che il rimborso massimo è di 15.00€ a transazione. Che voi spendiate quindi 1500.00€ o 150.00€ il rimborso sarà sempre 15.00€. Che nel caso di 1500.00€ non è il 10%. Bensì l’1%. Gli acquisti on-line non valgono, alcune carte di credito non valgono e per accedere al programma dovrete fare minimo 10 acquisti. Il che si traduce che per ottenere i famosi 150.00€ massimi di bonifico, dovrete spendere 1500.00€ in dieci transazioni da 150.00€ l’una. Voglio proprio vedere sette milioni di italiani che spendono 1500.00€ in dieci operazioni per fare regali. Sapete come finirà? Che userete il cashback soprattutto nei supermercati come i miei, e lo dico contro i miei interessi, per fare la spesa. Ingrassando solo le casse delle banche, che per ogni transazione vi preleveranno minimo 2.00€ di commissioni, intascando 20.00€ ad italiano, e le casse dei grandi gruppi di distribuzione organizzata che fatturano diverse centinaia di milioni di euro ogni anno. Altro che negozi di prossimità...

La signora cerca una scappatoia...
: guardi io ero contraria poi mi ha convinto mio marito che è più tecnologico.

Non è finita cara signora: dal 1 gennaio a chi avrà fatto almeno 50 transazioni con bancomat riconosceranno un ulteriore 10%, per un massimo di 300.00€ (compresi i 150.00€ di dicembre). Con 50 transazioni bancomat avrete speso certamente 100.00€. Per farvene rimborsare 50.00 netti. Cioè una media di 0.1 centesimo di euro al giorno. Chi avrà ingrassato di più le banche potrà poi partecipare alla Lotteria degli Scontrini. Vincendo 1500€.

E per finire signora non le dicono che per adeguare le casse al cashback il negozio deve sostenere una spesa non detraibile compresa tra i 100€ ed i 350€. E non solo: io negozio ricevo il pagamento dopo 7 giorni dalla transazione. In quei sette giorni le banche guadagnano con la valuta virtuale e gli interessi al capitale.

: ma allora mio marito si è lasciato infinocchiare... stasera quando torna a casa gli dico che è stato proprio un cretino!
: signora non si preoccupi, lei prelevi al bancomat e paghi con i contanti. Poi mi mandi qua suo marito che facciamo un buono anche a lui!

: grazie molte per avermi spiegato tornerò sicuramente a fare la spesa usando il buono.

DIAMOCI UNA SVEGLIATA!!!
Riimpariamo a ragionare con la nostra testa e non come un gregge di pecore!!!


ED ORA ASFALTIAMO QUESTO POST


Asfaltare” (per usare un termine proprio di un certo mood online) questo testo è estremamente semplice, poiché denso di falsità. Iniziamo a spulciare la lettera:

Supermercato:
Signora sessantenne alla cassiera.
: voi non avete il programma cashback ?!
: no signora per volontà della proprietà noi non l’abbiamo attivato
: è uno scandalo, non verrò più qui a fare la spesa!

In realtà non c’è nulla da attivare da parte dell’esercente: non è una scelta del negoziante, ma del cittadino tramite app IO.

Il negoziante non ha la minima operazione da compiere, deve soltanto accettare il pagamento in formato digitale e proseguiamo l'asfaltatura:

Vedendo il trambusto mi avvicino con il direttore.
: signora buongiorno, sono il proprietario, posso aiutarla in qualche modo ?
: la vostra dipendente mi ha impedito di usare il cashback se lo sapevo non venivo neanche.
: no signora, non dipende dalla cassiera, ma da me. Il criminale sono io. Sono io che ho rifiutato di installarlo. Ma non si preoccupi, le faccio io un buono spesa del 10% sulla sua spesa di oggi
.

Di nuovo: non è né la cassiera a decidere, né il “proprietario” (sebbene in questi ruoli ci siano già molti degli elementi propri delle favole di Propp: la persona indifesa in cui identificarsi, l’aiutante buono che offre la giusta direzione, il problema da affrontare per sopravvivere, la soluzione a portata di mano). E soprattutto, benché sia raccontato come un aneddoto vero, non c’è alcun “proprietario” che propone buoni del 10% per pagare di tasca propria qualcosa che paga invece lo Stato. Sarebbe una follia, oltre che un controsenso.

Coniuiamo con:

La signora rimane interdetta
: ma perché non l’ha fatto installare ?!
Perché vede, cara signora, in Italia ci sono, con certezza, almeno sette milioni di coglioni. E la cosa preoccupante è che il numero è destinato a salire…
Circa 7 milioni di italiani hanno scaricato, ad oggi, la app per partecipare al cashback degli scontrini con annessa Lotteria di Stato.

Propp prevedeva che nelle favole ci fosse anche l’elemento magico, e così è: magicamente il “cashback” e la “lotteria degli scontrini” diventano una cosa sola benché programmi ben differenti. Sia chiaro: non si tratta di difenderli (abbiamo già espresso la nostra contrarietà alla gamification e ad un certo tipo di rapporto Stato-Cittadino), ma di farne una corretta narrazione poiché dalla confusione non nasce nulla di buono. Tutti i dettagli sul cashback sono qui, tutti i dettagli sulla lotteria degli scontrini sono invece qui.

Ma il peggio deve ancora venire:

Degli ignoranti, innanzitutto perché credono davvero che questa sia una alzata d’ingegno dei soliti politici mediocri per rilanciare i consumi. Invece serve a tutt’altro…
La signora è incuriosita e perplessa.
Vede, per tutti gli acquisti fatti con bancomat o carta di credito dall’8 al 31 dicembre vi valutano il 10% della spesa come cashback per un totale massimo di 150.00€ . Ve li riaccreditano a febbraio. Non sapete però, che il rimborso massimo è di 15.00€ a transazione. Che voi spendiate quindi 1500.00€ o 150.00€ il rimborso sarà sempre 15.00€. Che nel caso di 1500.00€ non è il 10%. Bensì l’1%. Gli acquisti on-line non valgono, alcune carte di credito non valgono e per accedere al programma dovrete fare minimo 10 acquisti. Il che si traduce che per ottenere i famosi 150.00€ massimi di bonifico, dovrete spendere 1500.00€ in dieci transazioni da 150.00€ l’una.

Il tasso di inesattezze cresce a dismisura. Infatti i 1500 euro non devono essere giocoforza raggiunti con transazioni da 15 euro, poiché qualunque cifra concorre al raggiungimento della spesa massima. Inoltre tutti i termini del progetto sono chiari ed espliciti, dunque non è che “noncielodikono”, ma “nonciinformiamo” semmai. Infine, l’accredito arriva entro 72 ore ed è versato entro 60 giorni dal termine del periodo di riferimento. I primi accrediti testimoniano che il programma sia correttamente partito e funzionante proprio in questi termini. Ma il messaggio (già virale coi negazionisti acerrimi a colpi di copia/incolla) continua:

Voglio proprio vedere sette milioni di italiani che spendono 1500.00€ in dieci operazioni per fare regali. Sapete come finirà? Che userete il cashback soprattutto nei supermercati come i miei, e lo dico contro i miei interessi, per fare la spesa. Ingrassando solo le casse delle banche, che per ogni transazione vi preleveranno minimo 2.00€ di commissioni, intascando 20.00€ ad italiano, e le casse dei grandi gruppi di distribuzione organizzata che fatturano diverse centinaia di milioni di euro ogni anno. Altro che negozi di prossimità…

Non bisogna fare giocoforza 10 operazioni a valore fisso di 150 euro per avere il cashback: basta farne più di 10 con valore minore. Basta ragionare 1 secondo per capire che questi limiti sono stati impostato proprio per evitare di dare soldi ai più ricchi, per alimentare il cashback sulla maggioranza della popolazione. Ciò non solo è giusto ed equo, ma è anche una forma di redistribuzione virtuosa. Inoltre non c’è alcuna commissione sul pagamento (semmai, in termini proporzionati e che sicuramente in futuro andranno ridiscussi tra le parti in causa), quindi il calcolo dei 2 euro intascati per ogni transazione sono una bufala senza capo né coda.Poi:

La signora cerca una scappatoia…
: guardi io ero contraria poi mi ha convinto mio marito che è più tecnologico.

Il luddismo si fa tangibile in questa frase, dove la parte del cattivo è nella tecnologia. L’innovazione, uno strumento del male, fonte del buio, inizio della voragine, incarnazione della paura. Ora il carico da 10:

Non è finita cara signora: dal 1 gennaio a chi avrà fatto almeno 50 transazioni con bancomat riconosceranno un ulteriore 10%, per un massimo di 300.00€ (compresi i 150.00€ di dicembre). Con 50 transazioni bancomat avrete speso certamente 100.00€. Per farvene rimborsare 50.00 netti. Cioè una media di 0.1 centesimo di euro al giorno. Chi avrà ingrassato di più le banche potrà poi partecipare alla Lotteria degli Scontrini. Vincendo 1500€.

Su questo passaggio c’è poco da aggiungere: non c’è nulla di vero, tutto è mescolato ad arte.

Come correggere qualcosa che è completamente confuso, se non dicendo semplicemente che è una falsità?

L’origine è quella del cashback “extra” che vuole premiare i cittadini virtuosi che spostano in digitale anche il pagamento del caffè, moltiplicando il numero delle transazioni.

Ma il tutto è spiegato dolosamente male per far passare ben altro messaggio.

E per finire signora non le dicono che per adeguare le casse al cashback il negozio deve sostenere una spesa non detraibile compresa tra i 100€ ed i 350€. E non solo: io negozio ricevo il pagamento dopo 7 giorni dalla transazione. In quei sette giorni le banche guadagnano con la valuta virtuale e gli interessi al capitale.

Signora mia, “noncielodikono”. Ma in questa chiusura c’è una ulteriore falsità, ossia il costo necessario per adeguarsi al cashback. In realtà si tratta di una spesa dovuta per adeguarsi allo scontrino elettronico, qualcosa che è stato pensato per combattere l’evasione fiscale. E l’evasione fiscale va combattuta eccome.

: ma allora mio marito si è lasciato infinocchiare… stasera quando torna a casa gli dico che è stato proprio un cretino!
: signora non si preoccupi, lei prelevi al bancomat e paghi con i contanti. Poi mi mandi qua suo marito che facciamo un buono anche a lui!

In questo messaggio c’è l’appello finale: paghiamo in contanti, alimentiamo il nero, c’è una ricchezza da redistribuire nell’economia sommersa. E il marito tecnologico si prenderà del “cretino!“, lui che ha uno sconto del 10% automatico per ogni spesa che va a fare mentre la moglie, con l’ingenuità di un Cappuccetto Rosso, crede al Lupo. E si va al gran finale:

: grazie molte per avermi spiegato tornerò sicuramente a fare la spesa usando il buono.
DIAMOCI UNA SVEGLIATA!!!
Riimpariamo a ragionare con la nostra testa e non come un gregge di pecore!!!
Cit.

Finalmente su una frase siamo d’accordo con il popolo del “noncielodikono”: diamoci una svegliata! Reimpariamo a ragionare con la nostra testa e non come un gregge di pecore! Quindi facciamo come loro: se vedete questo messaggio sulle vostre bacheche, girategli questo articolo. Quel “cretino” del marito della signora lo farebbe o magari glielo invio io.



Il mistero della Torre del Diavolo.

 


Un mistero geologico antico oltre cento milioni di anni per una grande roccia che spunta dal nulla ed e' cosi' surreale da essere stata in passato utilizzata per il film “incontri ravvicinati del terzo tipo”.

Ha stregato anche Steven Spielberg Devils Tower, la torre del diavolo.. un picco alto 386 mt ad una altitudine di 1.558mt  dalle origini misteriose formata da centinaia di pilastri di basalto, attorno a cui e' stato fondato l'omonimo parco nazionale del Wyoming.

Si tratta di un picco sacro per Lakota, Cheyenne e Kiowa, che considerano ogni genere di turismo - in particolare le scalate - un vero sacrilegio.

Il nome originale, in realta', non c'entra niente con il diavolo.

In lakota era Mato Tipila, che significa Torre dell'orso.

Una leggenda narra che questo monte di rara bellezza sia abitato dal Grande spirito che salvo' sette bambine minacciate da un orso mentre raccoglievano dei fiori.

E che i solchi sui lati del monte sarebbero proprio le incisioni degli artigli degli orsi lasciati mentre questi tentavano di arrampicarsi.

Questo perche' la sua origine è ancora oggi un mistero.

La teoria piu' accreditata è che si possa trattare di roccia lavica, «sparata» dalla violenta eruzione di un vulcano.

I geologi contemporanei concordano sul fatto che la sua roccia sia stata formata dal magma, ma non sanno esattamente come questo processo sia avvenuto.



La foresta storta.

 

 


Sembra un luogo incantato, l'ambiente perfetto per una fiaba creato da un maestro degli effetti speciali.

Invece e' una foresta che esiste veramente a Gryfino, nel nord della Polonia, che ha una particolare caratteristica.. tutti gli alberi hanno una strana curva alla base del tronco.

Si tratta di uno spazio verde conosciuto come la "Foresta storta", dove circa 400 pini hanno la stessa piega alla base del tronco. Nonostante la strana curva a forma di C, tutti gli alberi sono cresciuti in altezza, apparentemente non ostacolati dalla forma che li distingue.

Il fenomeno ricorda in qualche modo i "crop circles", i cerchi nel grano formati dalle piante piegate e non danneggiate, ma l'origine e' ancora un mistero.

Tra le ipotesi c'e' quella della mancanza di luce, che avrebbe obbligato i fusti a quella insolita piega.

C'e' anche quella di un popolo alieno che l'ha piantata per poi utilizzare nel futuro la classica piega tipica delle infrastrutture senza aver necessita' di utilizzare il vapore.

La "Foresta storta" ha circa 80 anni, e un'altra teoria ipotizza il passaggio di carri armati durante la Seconda Guerra mondiale che avrebbe segnato per sempre i giovani arbusti.

Oppure si pensa che i pini siano stati piantati negli anni trenta forzando la formazione della piega perché i tronchi erano destinati a essere usati per costruire qualcosa di particolare, un progetto poi vanificato. 


 

 

L'incendio che dura da cinquant'anni.

 

La storia e le foto del paesino di Centralia, in Pennsylvania, svuotato dalle fiamme sotterranee che da decenni bruciano un enorme deposito di carbone.

Se si cerca su Google Maps “Centralia, Pennsylvania“, appare un reticolo regolare di strade che si intersecano ad angolo retto come quello di tanti paesini degli Stati Uniti. La funzione Street View permette anche di fare un giro virtuale per Centre Street, la via principale che attraversa Centralia: e allora si può vedere come gli isolati siano occupati quasi interamente da spiazzi vuoti, le piante crescano libere fino a invadere le strade e in giro si vedano pochissime auto o persone.

I dati del censimento del 2010 dicono che oggi gli abitanti del paese sono dieci, nove dei quali hanno più di cinquant’anni.

Centralia è una città fantasma, come ce ne sono molte negli Stati Uniti e in tutto il mondo: ma quello che è più interessante è il motivo per cui i suoi abitanti hanno deciso di andarsene.

Il motivo è un incendio che brucia nel sottosuolo della città da cinquant’anni.

Un incendio che si estende oggi per circa 1,5 chilometri quadrati nei filoni di terreno carbonifero sotto il livello del suolo, consumandolo a una velocità stimata di diverse decine di metri l’anno.

La temperatura del terreno vicino all’incendio è di circa mille gradi, mentre sulla superficie ci sono crolli e crepe da cui salgono sbuffi di fumo.


All’inizio degli anni Sessanta, Centralia era un paesino di circa 1.100 persone nella Pennsylvania centro-orientale, una zona attraversata dai monti Appalachi e molto ricca di carbone: sotto il paese si trova infatti un grande filone di antracite, il tipo di minerale in cui il carbone è presente in percentuali più alte, oltre il novanta per cento.

Alla fine di maggio del 1962, per cause mai chiarite (forse un incendio controllato di rifiuti, che veniva ordinato ogni anno dal comune), si sviluppò un incendio in una miniera di antracite a cielo aperto appena fuori dal paese.

Il fuoco passò ai filoni sotterranei del minerale, che ha un colore nero e lucidissimo e ha una caratteristica particolare: è molto difficile da incendiare, ma una volta che le fiamme attecchiscono sono quasi impossibili da spegnere.

Il fuoco, alimentato da alcuni cunicoli esplorativi che forniscono l’ossigeno necessario a tenerlo vivo, produce molto calore, ma poche fiamme e poco fumo.

People raccontò nel giugno 1981 che l’incendio sotterraneo sarebbe potuto essere estinto subito, spendendo circa 50.000 dollari, ma le autorità statali e federali volevano che metà dei soldi venissero dalla contea di Columbia, dove si trova Centralia.

La contea non aveva i soldi e la soluzione del problema venne rimandata, forse sperando che le fiamme si sarebbero spente da sole.

Dopo di che, dell’incendio sotto il suolo di Centralia non si sentì parlare per un bel pezzo.

Centralia divenne improvvisamente famosa in tutti gli Stati Uniti il giorno di San Valentino del 1981, quando un ragazzo di 12 anni di nome Todd Dombowski venne inghiottito da una buca che si aprì nel terreno vicino a un albero nel giardino di sua nonna.

Sprofondò per circa due metri nella terra fangosa e riscaldata dal vapore, prima di rallentare la caduta grazie alla radice di un albero. Sotto di lui si apriva una buca di decine di metri.

Sarebbe morto rapidamente a causa del denso fumo ricco di monossido di carbonio, se un altro bambino non avesse sentito le sue grida aiutandolo a uscire dalla buca.

La temperatura del terreno nel giardino dietro la casa della nonna di Todd venne misurata e risultò intorno ai 300 gradi centigradi.

Fino ad allora, l’incendio aveva già causato un crollo e aveva danneggiato l’autostrada vicino al paese, mentre i residenti notavano che i piani delle loro case a contatto con il terreno erano più caldi del normale.

Ma nell’arco di poche settimane dopo l’episodio di Todd Dombowski, la frequenza dei crolli accelerò e le buche nel terreno divennero centinaia.

Tutti i mezzi di comunicazione nazionali si occuparono del caso, e il governo federale decise allora di approvare un piano definitivo per Centralia, mentre i residenti si affrettavano a installare nelle loro abitazioni costosi rilevatori del livello di monossido di carbonio e dell’ossigeno, che facevano suonare un campanello nel caso in cui l’aria degli ambienti fosse diventata irrespirabile.

L’United States Bureau of Mines stimò che la soluzione più economica per estinguere l’incendio sarebbe costata la cifra, allora enorme, di 20 milioni di dollari e i pompieri locali provarono, con scarso successo, a pompare migliaia di litri di acqua in alcune gallerie.

Nel 1984 il governo stanziò 42 milioni di dollari per comprare ad una ad una le case della città e demolirle dopo il trasferimento degli abitanti: nel 1992 il processo si era quasi concluso, dopo una serie di accordi molto vantaggiosi per i cittadini.

Negli altri paesi della zona, come ha scritto il quotidiano online The Morning News in un articolo di giovedì scorso, ancora oggi si parla con una malcelata invidia di chi riuscì a diventare “ricco” con i soldi del governo, andando ad abitare fuori da Centralia.

Ma non tutti se ne volevano andare. Nel 1992 erano rimasti nel paese 53 proprietari di case che non avevano intenzione di accettare l’accordo proposto dal governo.

Per risolvere la situazione, il governatore democratico della Pennsylvania Bob Casey (ma di quei democratici “di destra”, anti-abortisti e favorevoli alla vendita di armi) dichiarò l’esproprio dell’area di Centralia per motivi di pubblica sicurezza.

Dopo le demolizioni, il paese di vent’anni fa era già molto simile a quello che è oggi: le strade in rovina che attraversano grandi spazi deserti, con i cartelli stradali ancora tutti al loro posto mentre la foresta si espande lentamente.

Alcuni chilometri dell’autostrada che passa vicino a Centralia, la Pennsylvania Route 61 che attraversa lo stato, sono stati definitivamente abbandonati nei primi anni Novanta e sostituiti da un nuovo tracciato che aggira l’area interessata dall’incendio. L’asfalto del tratto abbandonato, pieno di crepe e di buche, è ricoperto di graffiti.

Gli ultimi abitanti rimasti che, con l’esproprio, non dovevano più pagare tasse locali non vennero sfrattati subito, rimanendo ancora per molti anni nelle loro case.

Le autorità sostengono che la zona è pericolosa e che il monossido di carbonio liberato dall’incendio si infiltra dal terreno nelle case, con alto pericolo di intossicazioni letali.

Ma il ristretto numero di persone che è ancora rimasto non è di quest’idea, e negli ultimi anni sta sostenendo con decisione il fatto che l’esproprio è solo una scusa per poter ricominciare a scavare i 25 milioni di tonnellate di antracite che sta sotto i loro piedi.

I visitatori si sentono dire, dagli anziani rimasti nel paese, che stanno solo cercando di conservare quello che è loro e che non concepiscono che il governo venga e si prenda con la forza le loro case.

Molti degli abitanti sono ultrasettantenni, che hanno vissuto gran parte della loro vita camminando ogni giorno sopra l’incendio, e si dicono convinti che contro di loro sia in atto un complotto del governo o delle grandi società minerarie e dell’energia.

Hanno fatto diversi ricorsi contro l’esproprio, perdendoli tutti, ma come strumento di resistenza cercano di mantenere almeno la finzione di un’autorità comunale attiva e funzionante.

Un articolo di un piccolo quotidiano locale ha descritto, nel febbraio del 2011, una seduta del consiglio comunale di Centralia: il sindaco e due consiglieri si riunirono per dieci minuti e deliberarono il pagamento di una bolletta della luce di 92 dollari, la cifra spesa per le luminarie natalizie nella città.

Fino a quando esistera' il comune di Centralia, dicono i residenti, i diritti di sfruttamento minerario resteranno a loro.

Con soli dieci abitanti, senza più un ufficio postale dal 1997, nessun negozio aperto e neppure un codice di avviamento postale, del paese di Centralia non resta più molto.

Ma la sua storia e lo scenario desolato, con le decine di piccole buche nel terreno da cui escono piccole colonne di fumo, attirano migliaia di turisti ogni anno, in particolare da Philadelphia, che e' a solo due ore di macchina.

Centralia, comunque, sembra essere destinata a essere dimenticata, a causa del fuoco che si mangia il terreno sotto di essa: l’attrazione principale della zona è il parco di divertimenti di Knoebels, che attira 1,3 milioni di visitatori l’anno e si trova a pochi chilometri di distanza.