domenica 28 aprile 2024

La morte delle SIM.

 



La fine delle SIM per come le conosciamo

Negli anni sono diventate sempre più piccole e nel prossimo futuro è probabile che non si vedranno più perché sostituite da schede virtuali, con vantaggi e qualche limite..

Nel 1991 le prime SIM card da inserire nei cellulari per poter telefonare erano grandi quanto una carta di credito.

Nei successivi trent’anni le loro dimensioni si sono ridotte notevolmente, proprio come quelle dei cellulari, e oggi una SIM di formato “nano” è grande un quarantesimo della versione originale, tanto da non essere molto pratica da maneggiare e trasferire da uno smartphone all’altro.

Le SIM non continueranno comunque a rimpicciolirsi perché stanno scomparendo, per come le conosciamo, lasciando il posto alle eSIM.

La e nella parola eSIM fa riferimento alla parola “embedded”, cioè “incorporata” in inglese, e dà bene l’idea della differenza rispetto alle classiche SIM.

Invece di doverla inserire fisicamente all’interno del telefono dopo averla ricevuta da un operatore telefonico, una eSIM è costruita direttamente al suo interno e viene in un secondo momento impostata per collegarsi al proprio operatore.

Non è una tecnologia recente: fu introdotta per la prima volta nel 2016, ma ha iniziato a diffondersi solo nell’ultimo periodo in seguito alla maggiore disponibilità di smartphone in grado di gestire il sistema e di operatori che la comprendono tra i loro servizi.

Molti hanno imparato cos’è di recente, perché da qualche anno è una soluzione che si è diffusa molto per avere internet sul telefono quando si viaggia all’estero.

In generale una SIM (Subscriber Identity Module) serve per dire al telefono cellulare in cui si trova a quale operatore collegarsi, con particolari credenziali che permettono al dispositivo di accedere ai servizi telefonici.

A ogni SIM sono associati un numero telefonico e diversi altri codici, che servono agli operatori per identificare la singola utenza e ricondurla a uno specifico cliente.

Fu concepita con l’obiettivo di avere uno standard internazionale riconosciuto da tutti gli operatori e che consentisse alle singole persone di cambiare facilmente telefono, conservando il proprio numero a ogni cambio.

Visto che i primi cellulari non avevano grandi capacità di memoria, nelle loro prime evoluzioni le SIM davano la possibilità di estenderla un minimo dando per esempio la possibilità di memorizzare numeri di telefono e altri dati direttamente sulla SIM.

In caso di cambio del telefono si potevano quindi trasferire più facilmente i propri contatti, in un periodo in cui non c’erano possibilità di salvare direttamente online la propria rubrica come avviene oggi.

Ormai da diversi anni gli smartphone hanno però enormi capacità di memoria e danno la possibilità di gestire in modo più efficiente i dati, compresi quelli legati al proprio numero di telefono.

Già nel 2010 alcuni gruppi di lavoro della GSM Association, l’organizzazione che coordina le attività dei gestori di telefonia mobile, avevano iniziato a valutare la possibilità di abbandonare le classiche SIM per passare a una sorta di loro versione virtuale, che non prevedesse l’uso di una card esterna da inserire nei dispositivi. Dopo un confronto con i principali produttori di smartphone, nel 2016 fu presentata una prima versione delle eSIM, che iniziò lentamente a diffondersi soprattutto grazie all’interessamento di Samsung e di Apple, due dei più grandi produttori di telefoni cellulari al mondo.

Oggi gli smartphone prodotti da queste due aziende e da diverse altre società sono compatibili con la tecnologia eSIM, o la adottano in modo esclusivo.

Gli iPhone dalla versione 14 in poi venduti negli Stati Uniti, per esempio, non hanno più lo sportellino per inserire una SIM fisica e prevedono di essere associati alla nuova versione virtuale, grazie a un accordo con gli operatori attivi nel paese.

Gli iPhone venduti fuori dagli Stati Uniti hanno invece ancora l’opzione per la SIM fisica, ma possono anche essere utilizzati con il nuovo sistema.

Cosa fa una eSIM
All’interno di uno smartphone con eSIM c’è un microchip che svolge le funzioni di quello solitamente presente su una normale SIM, riconoscibile dal rivestimento esterno dorato.

Il circuito è saldato direttamente sul telefono e non può essere rimosso, ma per il resto assolve alle medesime funzioni delle SIM rimovibili.

A differenza di queste ultime non viene però fornita da uno specifico operatore telefonico e deve quindi essere associata a una società telefonica nel momento in cui si imposta il telefono.

Esistono vari sistemi per l’attivazione di una eSIM, di solito attraverso un’applicazione o una procedura online che viene fornita dagli stessi operatori.

Una volta assegnata, l’eSIM diventa il riferimento della propria compagnia telefonica con i vari codici identificativi che servono per accedere alla sua rete e per identificare il proprietario del numero di telefono, in modo da fornirgli i servizi cui è abbonato.

Tutti i principali operatori telefonici attivi in Italia come TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb e Iliad danno la possibilità di utilizzare una eSIM.

Se si possiede una SIM tradizionale possono essere necessari alcuni passaggi in più rispetto all’impiego di un’applicazione o a inquadrare un QR Code: è quindi importante informarsi presso il proprio operatore.

Quali sono i vantaggi
Secondo la GSM Association e diversi esperti le eSIM offrono diversi vantaggi, a cominciare dalla maggiore comodità di non dover conservare, maneggiare e trasferire una card fisica, che ormai ha raggiunto le dimensioni di pochi millimetri.

Non c’è più il rischio di perdere la SIM, per esempio, oppure di danneggiarla mentre si prova a estrarla o a inserirla in un altro smartphone.

Nel caso in cui il proprio smartphone venga perso o rubato, aumentano le probabilità di poterlo trovare usando le funzioni per localizzare il proprio telefono, visto che non può essere rimossa la SIM che lo mantiene collegato alla rete cellulare.

Nel caso di furto la SIM non può nemmeno essere distrutta e ci sono maggiori possibilità di bloccarla rendendo di fatto inutilizzabile il telefono.

I produttori di smartphone possono inoltre realizzare telefoni con una parte meccanica in meno, come lo sportellino per inserire e conservare la classica SIM, riducendo i rischi legati all’usura o a rotture accidentali.

Aumentano inoltre le possibilità di costruire smartphone che siano resistenti all’acqua e alla polvere, con minori complessità rispetto ai modelli realizzati finora.

Le eSIM possono poi essere impiegate in dispositivi diversi dagli smartphone, come per esempio gli smartwatch e i tracker per non perdere chiavi, borse e accessori.

Il vantaggio che viene spesso segnalato è legato alla possibilità di avere su un medesimo smartphone più numeri di telefono, visto che le eSIM possono mantenere le informazioni di registrazione con più operatori allo stesso tempo.

Le capacità variano a seconda dei produttori, ma il sistema è comunque più pratico rispetto a quello degli smartphone che possono gestire un paio di SIM tradizionali contemporaneamente. Nel caso di un viaggio all’estero, per esempio, diventa possibile acquistare una eSIM temporanea da uno dei gestori telefonici attivi nel paese di destinazione in modo da accedere più facilmente alla rete cellulare locale, evitando le spese per il roaming.

Svantaggi
Il principale svantaggio di una eSIM è che se si rompe lo smartphone il trasferimento del numero in un altro dispositivo non è immediato come estrarre una classica SIM card dal cellulare rotto e inserirla in uno funzionante.

In caso di emergenza potrebbe quindi essere più difficile poter usare velocemente il proprio numero, senza un intervento da parte del proprio operatore. In altre parole, non ci si può far prestare da qualcuno uno smartphone all’interno del quale inserire la SIM, perché questa non è rimovibile e se il telefono di partenza è rotto è impossibile effettuare il trasferimento dalle sue impostazioni.

Gli operatori telefonici hanno da sempre uno stretto controllo sulle proprie SIM, sia per questioni di sicurezza sia per tenere sotto controllo alcune delle attività dei loro clienti, mentre avevano meno margini di intervento sui dispositivi veri e propri.

Con le eSIM gli operatori hanno un controllo maggiore, banalmente perché se si vuole cambiare telefono è necessario passare attraverso app o servizi forniti dalle compagnie telefoniche stesse per poterlo fare.

I sistemi saranno comunque sempre più automatizzati, anche per motivi pratici di gestione di milioni di clienti.

Negli Stati Uniti, dove il passaggio alle eSIM procede speditamente soprattutto per via della scelta di Apple di vendere i nuovi iPhone solo con questo sistema, non sono stati segnalati particolari problemi.

Nel caso dell’attivazione di un nuovo iPhone, per esempio, è prevista una procedura automatica per il trasferimento del numero e soluzioni simili iniziano a essere utilizzate anche da alcuni dei principali produttori di smartphone Android.

Ci sono comunque casi in cui le cose non funzionano come dovrebbero e si deve contattare il proprio operatore, fornendo il codice identificativo del proprio dispositivo in modo che a questo sia assegnato il numero in precedenza presente sulla SIM tradizionale.

La fine delle SIM
Il passaggio dalle SIM tradizionali alle eSIM in tutto il mondo richiederà diversi anni per essere completato, ma è opinione diffusa tra gli esperti che sarà sostanzialmente inevitabile visto che tutti i produttori più grandi hanno scelto questa soluzione insieme agli operatori.

Ci si aspetta che i sistemi per trasferire il proprio numero da una eSIM a un’altra diventino più semplici e che non richiedano l’ausilio di un computer o di un altro dispositivo, visto che molte persone non possiedono un PC soprattutto nei paesi con economie poco sviluppate.

La scomparsa delle SIM porterà comunque anche a un piccolo miglioramento dal punto di vista ambientale, visto che non dovranno più essere prodotti i supporti in plastica e le confezioni in cui sono vendute.

Viste le dimensioni che hanno raggiunto potrebbe sembrare poca cosa, ma si stima che nel mondo ci siano circa 8,6 miliardi di abbonamenti a servizi di telefonia mobile.

mercoledì 3 aprile 2024

Torri Gemelle?

 Esistono perplessità per quanto accaduto l'11 settembre 2001 e quindi cercando incidenti simili ho trovato un aereo che ha colpito l'Empire State Building durante la seconda guerra mondiale e nella foto sotto dove ho cerchiato è il punto di impatto e non è un fake...

Si trattava di un B25, un bimotore. 

Nel corso della guerra ci si accorse che per la strategia di bombardamenti a tappeto praticata dagli USA funzionavano meglio i bombardieri molto grossi e capaci di volare altissimi, così il B25, piccoletto, veniva spesso destinato a fare cose per cui non era progettato, tipo mitragliamenti a bassa quota o trasporto di passeggeri. 

Il B25 in questione svolgeva proprio quest' ultimo servizio, e nel luglio 1945 mentre effettuava un trasferimento, chiese di atterrare all'aeroporto civile di New York

Oltre a pilota e copilota a bordo c' era solo un meccanico dell' aviazione, che ne aveva approfittato per avere uno strappo per New York.

Erano partiti di mattina presto da una base militare del Massachussets, uno staterello costiero vicino a New York (questi aerei non avevano neanche lontanamente la stessa autonomia di quelli odierni), e dopo esser stati respinti per scarsa visibilità dalla torre di controllo del "La Guardia" il pilota chiese se potevano atterrare in un altro aereoporto, nel New Jersey, un pò più a Sud. 

Tutti e tre gli aereoporti si trovavano presso la costa, e quella mattina un banco di nebbia enorme e fittissimo copriva tutta quella zona e per tutta risposta gli fù detto che anche lì la visibilità era zero.

Il problema è che un aereoplano non può star fermo a mezz' aria mentre aspetta istruzioni, quindi il pilota non potè fare altro che mettersi a girare a vuoto sulla città, pilotando a vista, come era frequeste a quei tempi e nel dubbio di atterraggio forzato il pilota scaricò le bombe che aveva in carico in mare e proseguì il volo a vista sino a quando andò a sbattere contro l'Empire che era stato costruito una 15na di anni addietro.


L'impatto ovviamente non è paragonabile all'attentato della Torri Gemelle in quanto  gli aereoplani della seconda guerra mondiale, nonostante l'aspetto massiccio, dovevano per volare essere molto leggeri, quindi erano macchine molto più "vuote" e delicate di quanto sembrassero, fatti sopratutto di lamiera e l'unica cosa massiccia erano i motori a pistoni.

Ci entro' dentro e ci cadde di traverso, finchè non venne fermato dall' ascensore qualche piano sotto. 

Il palazzo arrestò di brutto l' aereoplanino, che si sbriciolò contro, limitandosi a fare un buco di 5 o 6 metri di diametro e devastando tre stanze.

La robusta struttura del palazzo quasi non ebbe un graffio.

Dell' aereo solo i motori non vennero ridotti in pezzetti, e schizzarono via come proiettili: uno trapassò spettacolarmente l' edificio e cadde per quasi 300 metri...

Il motore in caduta libera finì il suo volo andando a sfondare il tetto di un palazzo sotto..

ma non fece vittime, mentre l' altro motore urtò il pozzo dell' ascensore e fece danni..

in quanto dentro c'era l'impiegata che come lavoro chiedeva alla gente a che piano volessero andare, premeva i tasti e li accompagnava. 

La ragazza rimase gravemente ustionata, i soccorritori la trassero fuori e per farla arrivare al piano terra la caricarono, da sola, sull' ascensore a fianco… che aveva il cavo spezzato, così la disgraziata cadde per centinaia di metri… poi però, data la velocità, l' aria nel pozzo dell' ascensore non fece in tempo a sfiatare, venne compressa e ammortizzò un poco la caduta della cabina. 

La ragazza venne trovata, oltre che ustionata, con le gambe e la colonna vertebrale spezzate in più punti.

Tutto ciò mentre i pompieri combattevano l' incendio che si era sviluppato a causa del carburante dell' aereo.

Questo avvenimento ci riporta alle Torri Gemelle (vedi foto sotto). 

La ragione per cui quelle sono cadute (misteriosamente in piedi) è che (si dice) il calore dell' incendio ha stemperato l' acciaio della struttura portante trasformandolo in ferro, molto meno resistente. 

Il metallo oltretutto dilatandosi ha spaccato il cemento, e a quel punto non c' era più nulla che reggesse il peso dei piani superiori, che quando son venuti giù hanno travolto il resto dell' edificio (e vabbe')..

   L'incendio dell' Empire State Building invece venne spento in in una trentina      di minuti e ancora oggi è l'incendio spento a maggiore altezza dal suolo.

Tirando le somme, nello schianto del B25 morirono undici occupanti dell' edificio e i tre aviatori e l'edificio venne riparato e continua ad esistere. 


Soccorso in corso

Sulla terrazza panoramica, evidenziato in rosso nella foto sopra, c' erano al momento dello schianto 50 o 60 turisti, che stavano probabilmente bestemmiando perchè a causa della nebbia di panorama non ne vedevano una mazza… finchè non furono ripagati del prezzo del biglietto dallo spettacolo di un aereo bombardiere che esplodeva a pochi metri sotto il loro naso. Non una cosa da tutti i giorni…

Avevano stimato qualche vittima di troppo, a quanto pare

Per concludere, una nota positiva su tutta questa vicenda: La signorina dell' ascensore, chiamata Betty Lou Oliver, sopravisse e si riprese da entrambi gli incidenti.

Eccola quì all' uscita dall' ospedale, malconcia ma viva e sorridente. Detiene tutt' oggi il (non invidiabile) record mondiale di sopravvivenza alla caduta di un ascensore. Il secondo record di quella giornata. L'edificio ripeto che è tuttora in piedi e non ha fatto la fine delle torri gemelle..bah..fine del post. Ci sarebbe anche la storia dell'aereo che ha sbattuto contro il Pirellone a MI il 18 aprile 2002 e anche qui un piccolo aereo da turismo pilotato maldestramente (così è stata definito dall'inchiesta mentre voci di corridoio dicono che sulla pista 33R c'era la finanza ad aspettarlo e quindi il pilota aveva deciso il rientro in suisse ed essendo controsole...) andò a sbattere nel 26mo piano del grattacielo Pirelli causando 3 morti (pilota e due persone che erano nell'ufficio) 60 feriti e lavoro di ristrutturazione di locali della regione lombardia per danni stimati in 33 milioni di euro..



 


lunedì 1 aprile 2024

Visite mediche Private.

 


Considerato che ho l’età dei datteri e che teoricamente sarebbe ora di fare visite mediche, oggi schivo l’informatica e mi concentro sulla ricerca sanitaria nazionale.

Well, vedo liste di attesa inaccettabili e vedo soprattutto l’accantonamento dell’utilizzo del Sistema Nazionale Sanitario a pro del privato che vi garantisce visite con tempi accettabili.

Ora, non tutti possono permettersi questa via in quanto o si fanno visitare o pagano a fine mese le spese condominiali e qui comincio coi consigli trovati nel web.

Punto Primo Il medico deve certificare l’urgenza.

Questo vale sia per il medico di famiglia, la guardia medica, ilpediatra che devono applicare un codice di priorita’ sulle ricette dove

U significa Urgente e quindi la prestazione deve essere fatta entro 3 giorni (72 ore)

B significa Breve ovvero entro 10 giorni.

D significa Differibile ovvero entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami diagnostici.

P significa Programmabile ovvero 120 giorni.

Ora se la lista di attesa non soddisfa le lettere di cui sopra, voi potrete andare nel privato e farvi rimborsare la prestazione compilando questo modulo da inviare all’Azienda Sanitaria di appartenenza allegando la ricetta medica e la prescrizione del cup.

Tutto questo è in base al decreto legge n.124 del 1998



e quindi rimarra’ solo a vs carico solo il Ticket e se avete l’esenzione, manco quello.

Quindi fatevi dare la PEC del direttore sanitario della asl di competenza e inviate quanto indicato.

Occhio che la asl cercherà di bloccare le liste di attesa per non farvi entrare nell’anno in corso contravvenendo ai suoi doveri nei vostri confronti e a questo punto cercate qualche associazione e io ho trovato questa

https://www.periplofamiliare.it/blog/la-lista-dattesa-troppo-lunga-ce-il-diritto-alla-visita-privata