sabato 31 dicembre 2022

Auguri da Carlo.

 


Una decina di ore e il 2022 se ne andra’ lasciando posto al 2023 con tutte le sue incognite, dove ognuno scrivera’ un pezzo di se’.

E’ inutile fare bilanci perche’ quando si fanno, i conti non tornano mai.. quello che comunque abbiamo fatto spesso non ci basta e l'avuto ci sembrera’ sempre troppo poco rispetto al dato.

Ma se questo bilancio lo facessimo con il cuore, se ci guardassimo dentro e se guardassimo cio’ che ci circonda, l'avuto potrebbe trasformarsi in immenso e il dato apparire una nullita’.

Mentre molti di noi brinderanno all'anno nuovo con il cuore colmo di gioia e di speranza, con nuovi progetti nel cassetto la penna pronta a scrivere il proprio poi... migliaia di vite si spegneranno ( un r.i.p. al papa emerito ), migliaia chiuderanno la loro storia senza avere piu’ nulla da scrivere.

Molti ci lasceranno mentre le ore comporranno questo nuovo anno fra risate e calici pieni di spumante o champagne, c'e’ chi smettera’ di raccontare di se’... e... c'e’ chi iniziera’ a raccontare di se’.

C'e’ chi vorrebbe potersene andare per smettere di soffrire, chi vorrebbe trattenersi ancora.

Si’, nel mondo milioni smetteranno di scrivere e milioni si affacceranno a farlo.

Questa e’ la vita....

Che possa quest'anno concludersi o il prossimo iniziare per tutti con la serenita’ nel cuore.

Che il dolore del perduto possa dissolversi nel piu’ breve tempo possibile.

Che la solitudine possa abbracciare nuovamente l'amore e per chi arriva e per chi resta possa essere un anno sereno colmo d'amore.

BUON ANNO a chi e’ appena nato, a chi e’ a meta strada, a chi attende a chi non sa attendere a chi impaziente vive a chi vive sperando a chi non spera piu’ ai bambini, a chi bambino non e’ mai stato, agli anziani, a chi non ha avuto, a chi ha avuto molto, a chi troppe volte ha pianto a chi non sa' piangere a chi troppo stanco sopravvive, a chi nella mia vita e’ passato anche per un solo attimo regalandomi un sorriso o una lacrima, a chi mi ha amato, a chi ho amato, a chi mi odia, a chi mi conosce, a chi non conosco... a chi semplicemente vive..

Auguro un anno fatto di sogni, desideri amori e fantasia un anno da Vivere serenamente con la visione del bicchiere meta’ pieno (nel mio caso ..di grappa ..rigorosamente con genziana per la gioia del mio fegato..ammesso di averlo ancora), non potevo di certo chiudere il post nella maniera seria e spero..dico spero di continuare a vedere la vita cosi’ seguendo sempre i consigli del nonno che voi conoscete per la moltitudine di volte che ve l’ho esplicata quindi schiena al muro e non abbassatevi mai e se per caso ve lo.. finita con ve lo..

Auguri anche al bassetto russo ricordandogli che la legge fisica dice che quello che si tenta di acquisire in velocita' si perde in potenza e di non fare come certe persone che occupano il tempo a studiare il trucco del mestiere e sto mestiere non riescono a farlo e magari scannerizzano francobolli per inviare posta elettronica.. sono i nuovi arrivati che hanno frequentato scuole pratiche nel senso letterale del lemma ovvero che in pratica non hanno capito 'na mazza

vabbuo' 

TANTI AUGURI. (di cuore)..


 

mercoledì 28 dicembre 2022

Parolacce.

 

Azz Noel e' passato, SantoStefano pure, ci manca solo la botta del fine anno e poi si ricomincia.

Certo e' che l'azz iniziale stona col periodo.. ma sono le parole brutte, sporche, quelle sconce, usate per offendere, piu’ conosciute come parolacce, che esprimono il linguaggio delle emozioni.

Sono quelle espressioni che danno voce all’inesprimibile.. la rabbia, la sorpresa, la paura.

Un insulto, un’esplosione verbale che oltraggia, un’ingiuria, un improperio, un’insolenza.. il turpiloquio e’ una costante del comportamento umano, una corrente elettrica che attraversa da sempre il linguaggio individuale e collettivo, che compare dagli esordi della comunicazione verbale, in ogni civilta’.
Davanti a un’emozione, il parlante, attonito, rimane a corto di parole e ricorre a un intercalare, o a un’espressione che ha piu’ valore di mille parole messe insieme.. e’ quell’emozione che, essendo tale, non si riesce a verbalizzare in altro modo se non rifacendosi a un’espressione che, pero’, molto spesso, risulta volgare.

Se da una parte le parolacce diventano un segno di poverta’ lessicale, dall’altra il giusto peso, nonche’ uso, del significato sono prerogativa del parlante nativo.

<<Cazzo ma mi vedi a parlare cosi’ cara Lella? Trasecolo. Sbalordisco. Sbarabaquakko, ma e’ vero quello che mi hai accennato?. >>

Certo che e’ vero caro mio… dire le “parolacce” e’ reato.

<<Oh, minchia. Non ci posso credere,tutte cazzate».

No Carlo, e’ la Cassazione che lo dice.

«Tutte Cassate (da Cassazione, l’hai capita?eheh)».

Fai… fai dell’ironia idiota.

Guarda che tu non avrai altro futuro che la galera.

Leggi qua, talpaccia ottusa. La condanna e’ per le parolacce evocative (richiamanti) degli organi sessuali.

<<Sarebbe?>>

Che non si possono dire quelle che hanno di mezzo riferimenti a organi di sesso.

<<Tipo>>?

Tipo che testa di cazzo non si puo’ dire ma faccia di merda si’.

<< Mmmm…Non sarei cosi’ sicuro tu mi prendi per il culo>>.

Lo dice la Cassazione. Leggi il labiale. Stronzo si puo’ dire mentre non mi rompere i coglioni no…e tu ce l’hai sempre in bocca sta frase..

<<Basta. Ho capito. Lo sa il caga ma non e’ il caso di fare altri esempi poi ho gia’ smesso di fumare a suo tempo, vorra’ dire che smettero’ anche di dire le parolacce, ma non credo di farcela sai?».

Devi resistere Carlo. Mordi il fazzoletto.

<<E’ che non reggo proprio l’astinenza. Non vendono neanche le gomme da masticare come quelle alla nicotina per chi vuole cessare il fumaggio>>.

Basta fare con le parolacce come per le sigarette.

<<Cioe’>>?

Ne dici solo tre al giorno. Una dopo pranzo, una dopo cena e una la sera guardando la tv. Quella te la godi proprio. Ti metti in poltrona, in pigiama e via che ti liberi mentre ti guardi i film di azione sul 20..

<<Cazzo…Il problema e’ che io sono un’estimatore della parolaccia. Ci sono momenti nella vita in cui la parolaccia e’ d’obbligo. E’ proprio necessaria. E non parlo della bestemmia che non mi sfagiola. La parolaccia vera, liberatoria, autentica. Quella che scarica i nervi, spegne la furia, scioglie il magone ti slega i coglioni insomma. Odio quelli che dicono.. porco tubo, vaffanbrodo, acciderba, mi stai rompendo i cosiddetti, porca puzzola, cazzarola… Ma che tristezza. Ma di’ sta parolaccia e falla finita. E liberati. Altrimenti godi solo a meta’ e’ come una sega fatta col preservativo. Oppure non dirle proprio>>.

E’ una scelta. Anzi, sai che li stimo quelli che le parolacce non le dicono mai. Mai mai mai.

Vabbeh dai… Io ho gia’ approntato un piano d’emergenza-parolaccia. Non usero’ piu’ riferimenti sessuali. Diro’ solo.. Non farmi girare i Bumbastik, merdarola e Vacheron Constantin».

Ma quella e’ una marca di orologi.

«Si’, ma vien bene come parolaccia».

E basta?

«Anche vaffancul, con la u francese, poetica. Di quella parolaccia li non posso proprio farne a meno».

Hai ragione Carlo. Ci sono cose nella vita che si risolvono solo con un vaffancul.. vacci e chiudiamola qui.

 

Ed ora eccovi il calendario Carlo 2023 e stop

domenica 25 dicembre 2022

Disastro aereo 1959.

 

https://www.varesenews.it/video/olgiate-olona-26-giugno-1959/ (link per chi non vede il video)

https://youtu.be/ZA6PobVMfFs

Tutti abbiamo un fatto da ricordare che ci ha colpito durante la nostra esistenza. Uno di questi a me è successo nel 1959.. avevo 17 anni e stavo sistemando in garage il mio motom 49 4 tempi che era alimentato a benzina mentre tutti i miei amici utilizzavano miscela per i loro motorini.. il mio lo avevo truccato, cambiando il carburatore, abbassando la testata.. avevo tolto i pedali (per legge i motorini andavano anche a pedale)..il cambio marce non era effettuato a manubrio ma direttamente sul motore..quel pomeriggio il tempo non era dei migliori in quanto si preannunciava un temporale classico estivo, il cielo si faceva sempre piu' buio rischiarato da lampi.. e quindi mi stavo accingendo a ritornare a casa quando in alto puntando lo sguardo verso il campanile ho visto accendersi un aereo e ad un certo punto qualcosa si è staccato e sembrava una di quelle foglie che cadono dagli alberi che cadeva a vite e l'aereo era poi nascosto alla mia vista dal campanile ma non ho visto dove fosse andato. Al momento non mi sono reso conto cosa stesse succedendo e cominciava a piovere quindi ho proseguito il mio rientro e mentre entravo nel portone di casa sentivo gridare delle persone che dicevano “è cascato un aereo”.. Erano le cinque e mezza pomeridiane del 26 giugno 1959.

Il giorno successivo mi sono reso conto di aver assistito agli ultimi minuti di vita di 70 persone su un aereo colpito dal fulmine e le notizie allora si ricevevano dal giornale radio e non erano immediate.. ad ogni modo sono andato nella zona dove è caduto l'aereo e conoscendo i posti



son riuscito ad eludere i blocchi stradali e sono arrivato attraversando i boschi vicino alla cascina dove era caduta la fusoliera.. i vigili del fuoco stavano ancora spegnendo i rottami e mi sono avvicinato col mio motom sino alla cascina dove la fusoliera è caduta..



ho fatto a pugni con un ragazzo che stava rovistando nelle valige a terra poi un carabiniere ci ha allontanati e ancora oggi la puzza di cherosene, legna bruciata e altro..mi è rimasta nel naso.

Ho proseguito poi la mia ricerca andando nel campo di mais dove una parte dell'aereo (ala destra)



era caduta e anche da li mi hanno fatto allontanare e dalle indicazioni di chi era sul posto mi son recato dove era cascata la coda (timone)...



sempre con le indicazioni di chi era li sono andato anche dove era caduto un motore (tranciando i cavi dell'alta tensione)...anche li i cannibalizzatori erano all'opera ed erano dotati di attrezzature tipo chiavi a tubo, per recuperare pezzi di motore..sigh


Questi sono i miei ricordi di quel disastro che sono poi terminati con la visione nei giorni successivi di tutte le bare messe in fila nella chiesa di Busto Arsizio... e pure qui ho constatato che il genere umano fa proprio schifo e una (chiamiamola donna) si stava appropriando dei fiori che stavano su una cassa e tentava di staccare una targhetta e non mi pento di averle dato una spallata che le ha fatto volare il mazzo di fiori..li ho raccolti e posti su una bara.. una persona che era presente ha visto solo la scena della donna che andava per terra e mi ha dato del maleducato...

 

Ora dopo 63 anni ho letto i dettagli di quel disastro e mi colpisce il fatto che le persone ufficiali erano 68 piu' un bimbo di due anni che non era nell'elenco passeggeri e in un primo momento si pensava fosse di qualcuno a terra ma nessuno lo aveva reclamato e poi anche un feto ancora nel grembo materno...mentre scrivo il post sento un dolore dentro e soprattutto un odio verso il genere umano che di umano ha proprio poco o niente.. amen

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Report dal sito https://www.olgiateolona26giugno1959.org

IL DISASTRO AEREO DEL 26 GIUGNO 1959 A OLGIATE OLONA





Lo Starliner L-1649A della TWA numero di registrazione N7313C fotografato all’Aeroporto di Roma Ciampino.



Olgiate Olona, venerdì 26 giugno 1959, ore 17.33: mentre infuriava un violento nubifragio, un quadrimotore Lockheed Super Constellation L-1649A Starliner (numero di registrazione N7313C, msn 1015, nome assegnato Star of the Severn) della compagnia aerea statunitense Trans World Airlines (TWA) decollato alle 17.20, con quindici minuti di ritardo, dall’aeroporto Milano-Malpensa (aveva fatto scalo con ventuno passeggeri a bordo, imbarcandone altri quaranta) e diretto, come stabilito dalla rotta del volo 891, prima a Parigi-Orly (con arrivo previsto alle ore 19, sbarco di ventotto passeggeri, partenza alle ore 20) e poi a Chicago-O’Hare (con arrivo alle ore 6.40 del giorno successivo), dopo aver comunicato alle ore 17.32 la posizione al radiofaro di Saronno, nel cielo sopra il paese venne colpito da un fulmine, esplose, si incendiò, si disintegrò in varie parti che precipitarono in un raggio di centinaia di metri, sotto lo sguardo della gente attonita richiamata da sinistri rumori e forti bagliori.
Il volo TWA 891 era cominciato ad Atene alle 10.15 con il Lockheed Super Constellation L-1649A numero N8083H con sei passeggeri a bordo. Dopo l’atterraggio a Roma-Ciampino alle 12.15, l’aereo venne sostituito dal numero N7313C e vi fu il cambio di parte dell’equipaggio come da programma. A Roma si imbarcarono altre quindici persone.
A terra, i resti del velivolo furono rinvenuti assai distanti tra loro: i timoni sul muro di cinta di uno stabilimento tessile, i quattro motori tra Marnate e Castellanza, fusoliera e carrello a Olgiate Olona nella zona boschiva di via per Marnate, a pochi metri da cascina Agnese, la semiala destra a oltre cinquecento metri di distanza dalla fusoliera in un campo di granoturco nel territorio di Marnate.
L’arrivo delle Forze dell’ordine e dei soccorritori fu tempestivo, ma i Vigili del fuoco riuscirono a dominare le fiamme solo alle ore 21 circa.
Si precipitò sul luogo dello schianto il sindaco di Olgiate Olona, cavalier Carlo Ferrari (che sul fatto relazionò dettagliatamente parlando al Consiglio comunale di Olgiate Olona e con lettera alla Prefettura di Varese), accompagnato dal segretario comunale, ragionier Giovanni Capozza, e dall’ufficiale sanitario, dottor Lorenzo Fraenza.
Verso le venti sotto furiose raffiche di pioggia giunse sul luogo della tragedia accompagnato dal parroco olgiatese don Aldo Zecchin (che descrisse la sciagura sul Liber Chronicus parrocchiale), anche l’arcivescovo di Milano, cardinale Giovanni Battista Montini, che partì da Milano dopo aver appreso la notizia: impartì la benedizione ai resti delle vittime intrappolati tra le lamiere accartocciate della fusoliera.
La sera stessa arrivarono a Olgiate Olona alcuni familiari delle vittime; i parenti dei morti appresero quasi tutti la notizia dai mass media i cui operatori - giornalisti e fotoreporter - giunsero in poco tempo davanti ai resti della sciagura.

 

Giornalisti e fotoreporter di tutti gli organi di stampa e radiotelevisivi giunsero a Olgiate Olona mentre il nubifragio imperversava; il fatto era notizia di rilevanza internazionale, non solo per compagnia aerea e velivolo coinvolti nel disastro e per il numero delle vittime, ma anche per la loro provenienza: sedici italiane, tra cui la sorella del celebre scienziato Enrico Fermi e noti imprenditori, trentasette statunitensi (quattordici nate in Italia o di origini italo-americane), sette francesi, quattro britanniche, tre cilene (moglie e figli del console cileno a Tokyo), una tedesca, una israeliana (milanese di adozione), una egiziana.
Giornalisti e fotoreporter raccolsero il drammatico e concitato racconto dei testimoni ancora sotto choc: i componenti le quattro famiglie residenti a cascina Agnese (le due famiglie Adobati, i Barbieri, i Facchinetti), il sindaco di Busto Arsizio, Giovanni Rossini (al momento dell’incidente si trovava a poche decine di metri), i vigili del fuoco di Gallarate, i bersaglieri della caserma di Solbiate Olona, la popolazione che in vari punti del paese aveva assistito, impietrita, alla caduta del velivolo della TWA.
L’evento determinò pure lavoro e spese extra per la macchina amministrativa comunale di Olgiate Olona chiamata a gestire una eccezionale emergenza che fece in seguito erigere un monumento a ricordo dei caduti.monumento

 lapide

 

venerdì 23 dicembre 2022

Riflessioni

 


Non vi domandate come mai Vladimiro stia utilizzando solo il 30% delle sue forze militari quando potrebbe (teoricamente) porre finire il conflitto più velocemente?

Cerco di interpretare questa situazione che ai più risulta di difficile comprensione.

Donc.. L'Ucraina al momento ha sul campo probabilmente fra 400 e 500.000 soldati fra esercito regolare, Guardia Nazionale, riservisti e coscritti.

La Russia aveva schierato all'inizio fra 150 e 180.000 soldati.

Fra perdite stimate, rinforzi ricevuti e riservisti già schierati (circa 80.000), al momento ne ha probabilmente 200.000.

La superiorità numerica ucraina è schiacciante e i rifornimenti di soldi e armi dagli USA e dall'Europa tengono in piedi l'esercito ucraino anche dal punto di vista tecnologico.

Allora, perchè la Russia non dispiega tutta la sua forza?

I russi hanno un esercito terrestre di circa 600.000 uomini e possono contare anche su circa 2 milioni di riservisti.

Ma questo enorme esercito è dispiegato su un territorio immenso e non è concentrabile su un solo fronte.

Inoltre in questo numero sono compresi molti uomini addetti alla logistica, alla sicurezza nazionale, ai servizi di supporto, non sono interamente fruibili su un qualsiasi fronte.

D'altra parte richiamare i riservisti come ha fatto l'Ucraina comporterebbe dichiarare lo stato di guerra, operazione che comporta un costo politico che evidentemente Putin non vuole pagare.

Per questo motivo si è limitato a richiamare solo il 15% delle riserve. Circa 300.000 uomini.

Ma anche nel momento in cui tutte queste nuove truppe saranno schierate, potranno sì bilanciare la superiorità numerica ucraina ma difficile che possano permettere avanzate travolgenti dove la dottrina militare ci dice che per avere buone probabilità di successo bisognerebbe avere una superiorità numerica di almeno 3 a 1.

Quindi?

Quindi la Russia ha optato per una strategia difensiva sul fronte, dove si sta trincerando e blindando e una strategia di attacco tecnologico sull'entroterra ucraino con il lancio periodico di centinaia e centinaia di missili che vanno a distruggere centrali elettriche, depositi di armi e carburanti, ferrovie, strade, cercando di piegare l'Ucraina o perlomeno costringerla a trattare attraverso un martellamento ai fianchi che sta mettendo in ginocchio la Nazione.

Arriva l'inverno, per chi non ha acqua corrente in Ucraina e ormai sono circa il 40% degli abitanti, non sarà disponibile nemmeno il riscaldamento e con le centrali elettriche sistematicamente messe fuori uso non è che sul fronte energetico si stia meglio.

Questo nuovo tipo di guerra adottato permette ai russi di diminuire decisamente le perdite di uomini e mezzi, toccherà agli ucraini attaccare e attaccare significa perdite notevoli per gli attaccanti e limitate per i difensori.

Mentre dall'altro lato continuano a bombardare tutto il bombardabile e hanno ancora a disposizione una marea di missili di ogni tipo.

Ancora 3.000 missili ad alta precisione, altri 7.000 a bassa precisione ma ad alto potere distruttivo e circa 28.000 missili terra-aria che stanno venendo trasformati in missili terra-terra oltre a svariate migliaia di droni leggeri kamikaze che se non fanno danni enormi perchè hanno cariche esplosive limitate, sono però molto precisi ed efficaci nel distruggere obiettivi particolari come trasformatori di potenza, pompe dell'acquedotto, binari ferroviari e altri punti strategici.

Gli esperti americani calcolano inoltre che i russi abbiano in magazzino almeno altri 15 milioni di bombe da cannone.

Possono cannoneggiare per anni.

Tralascio il fatto che in questo conflitto si stiano scaricando armi che ormai sono diventate obsolete e comporterebbero lo smaltimento in modo diverso e io a Casalcoso ne conosco l’esistenza in quanto abbiamo la polveriera sulla collina che in questo momento è senza lavoro...

Da non trascurare pero’ l'industria bellica russa che produce missili di precisione a ritmo lento ma costante di una quarantina al mese senza nemmeno affrettarsi, missili che usano processori uguali a quelli di un telefonino di fascia bassa comprabili anche al mercato dell'ortofrutta in grandi quantità e possono aumentare la produzione se necessario fino a 200 missili al mese (stime americane).

Vuol dire che posso spararti 50 missili ad alta precisione e potenziale alla settimana senza nemmeno intaccare le riserve.

Questo il quadro generale.

Che la strategia russa possa funzionare non lo so, io so solo che la sto pagando in bollette stratosferiche e borsa che ti sta dissanguando a ritmi che nemmeno nei tempi cattivi faceva.

Certo teoricamente quanto sopra non comporta grandi rischi.

Comporta spendere (in futuro) per ripristinare le scorte molti soldi ma i russi di soldi ne hanno a carriolate e in questi mesi ne ha fatti vagonate in più del solito in quanto le nostre rimostranze li hanno fatti guadagnare piu’ di prima del conflitto.

Cosa intendano fare gli ucraini per contrastare questo stato di cose lo so ancor di meno.

I russi stanno puntando a vincere per logoramento dell'avversario. Gli ucraini di logorare la Russia non hanno speranza, se USA e Europa tirano i remi in barca anche un pochino crollano in 15 giorni, quindi non è che abbiano grandi scelte e ne deduco che siamo anche noi a volere sta guerra anche se il Francesco opta per il contrario.

Appena le condizioni lo permetteranno dovranno giocoforza attaccare in forze e lì si decideranno i destini di questa guerra.

Ma non la vedo bene per gli ucraini in nessun caso.

A meno che….

A meno che ci potrebbe essere un accordo fra USA e Russia sottobanco che costringerà gli ucraini ad abbandonare l'atteggiamento massimalista che hanno assunto (o Crimea o morte) ed accettare più ragionevolmente qualche perdita territoriale in cambio di qualche garanzia da parte russa di qualche altro tipo. Mi auguro che finisca cosi’ ma la vedo dura..e voi che ne pensate? Vabbe’ dateci sotto coi regali e continuate a pensare che… finito con che.



Ristrutturazione

 

 

Dopo due mesi di movimentazione, son riuscito a svuotare due garage che dentro avevano di tutto, penso di aver perso un paio d'anni di vita e contemporaneamente penso a Giusy e Mario che hanno ristrutturato radicalmente la loro abitazione.. certo è che una volta terminati i lavori è un piacere vivere nella nuova ambientazione ma penso con terrore ad un’eventuale ristrutturazione del mio alloggio, sono esperienze che nessuno augurerebbe al peggior nemico, ma che a tutti prima o poi toccheranno.

Per sentito dire a parte il doveroso cambio mobili e apparecchiature, il primo passo del calvario consiste nello svuotamento cassetti, armadi, bauli, cassepanche nei quali, anno dopo anno, si sono accumulate le testimonianze di una vita, sotto forma di foglietti, giornali, lettere, quaderni, cartoline.

Libri, fiori secchi, fotografie, taccuini, agende, soprammobili, portachiavi reclame, biglietti ferroviari, aerei e quant’altro e’ stato buttato li con finta noncuranza, ma con la segreta convinzione che un giorno quei poveri oggetti inanimati ci avrebbero spalancato immensi paesaggi nella memoria, regalandoci il profumo ineffabile del ricordo.

L’operazione in se’, appare crudele.. si deve selezionare, decidere che cosa ha senso conservare ancora, e cosa invece puo’ essere gettato senza rimpianti.

Cos’e’ quel bigliettino? L’invito ad una festa dei diciott’anni di un compagno di scuola ormai senza volto; la cartolina di una fuggevole conoscenza estiva; il biglietto d’ingresso a un museo visitato chissa’ quando e chissa’ con chi e ci accorgiamo che di tanti affetti, di tante passioni, di tante speranze, ormai ben poco resta.

Quelle che pensavamo reliquie dell’eta’ piu’ bella, sono soltanto cartaccia, buona per il macero.Secondo me lo sgombero devi farlo fare da altri altrimenti nel dubbio amletico del "lo butto, non lo butto?" sposti solo della roba che secondo la tua idea potrebbe servire ancora e non butteresti via nulla.. ma vabbe'...

Alla fine contempliamo quella montagna di rifiuti ..dei momenti di vita negati, dimenticati, lasciati scivolare via.

E di fianco, la modesta scatola di cartone dove abbiamo riposto cio’ che ancora conserva un significato, ancora ci parla, ancora ci commuove.

E’ una scatola molto piccola, non terra’ molto posto.

E cio’ che ci portiamo dietro, e’ la misura tangibile del nostro esistere.

E poco quel che resta di noi.

Poco, pochissimo.

Nulla a confronto dell’importanza che ci attribuiremo, ogni mattina, svegliandoci nel nuovo ambiente, bello, bellissimo e pronto per ricreare futuri ricordi.

Bon.. il post termina qui...

Che mi son perso oggi al Governo? 

Me lo dice lo Stefano...