giovedì 25 dicembre 2025

L'Europa è fallita.

 


 

Inutile nascondercelo. Il progetto Europa si è rivelato alla lunga un completo fallimento. Il parlamento di Bruxelles conta na sega, decide la Commissione, bypassando qualsiasi indicazione dei cittadini.

Dopo un quarto di secolo dall'adozione dell'euro e della sottoscrizione di molti trattati ci ritroviamo più poveri di prima, in grande crisi economica, senza un progetto per il futuro credibile e alla fine della fiera anche a rischio di guerra.

Vi ricordate quel gran mortadella di Prodi che ci raccontava che con l'euro “lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”.

Un par de balle.

I dati reali e i principali indicatori economici sono più che sufficienti a confermarci che le cose sono andate esattamente all’opposto di quanto previsto dall’ex leader dell’Ulivo.

E non c'è bisogno che sia io a dirlo, basta fare due conti controllando le bollette per capirlo.

Siamo arrivati a dover lavorare un giorno in più per prendere meno di quello che si guadagnava prima e non per nulla prima di acquistare qualsiasi cosa io aggiungo tre zeri e moltiplico per due ed è per capire esattamente a che valore sto comprando, la Lella dice che non sono al corrente coi tempi ma nemmeno i miei introiti sono al corrente coi tempi e noi Europei che il Ciuffo biondo USIfero chiama avvoltoi, stiamo pure prestando soldi che non torneranno indietro pari a 90 miliardi e con la mia tecnica dell'aggiungere zeri e moltiplicare per due significano 780.000 milioni vecchie lire.

E che dire di quell'altro che sta mettendo su il ponte sullo stretto con una 15na di miliardi 30.000 milioni vecchie lire.

E' vero che l'Euro ti espone i prezzi con solo poche cifre se leggo 1.000 € significa £.1.936.270.. troppo grande l' indebitamento che prima o poi saremo costretti ad onorare.

E non pensiate che le altre grandi Nazioni stiano meglio. La Germania è da anni in una crisi profondissima tanto quanto la Francia. L'Italia a detta della Giorgia, se la sta cavando meglio delle altre delle altre monete.. sti cazzi..

E che dire dei continui scandali per la corruzione nei corridoi di Bruxelles? E che dire delle assurde politiche economiche comunitarie che ci stanno portando verso il baratro di una crisi profondissima a passo di carica e al suono delle fanfare?

Non ho dubbi che anche i più sinceri europeisti abbiano cominciato a capire che così non si va da nessuna parte se non ad andare a sbattere i denti su di un muro di cemento.

Eppure ce lo avevano ben detto persino tanti premi Nobel che l'euro era uno sbaglio e che non si poteva costruire una valuta solida in quel modo.

L’ euro è stato un’idea orribile. Lo penso da tempo. Un errore che ha messo l’economia europea sulla strada sbagliata”. Era il Nobel per l'Economia Amartya Sen a dirlo.

"La situazione attuale non è sostenibile ancora per molto. E' necessario abolire l'Euro per creare quella fiducia che i Paesi membri una volta avevano l'uno nell'altro". Era il Nobel per l'Economia Christopher Pissarides a dirlo.

"Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica". Ancora un Nobel per l'Economia a dirlo, Paul Krugman. E sottolineando che "L'Europa non era adatta alla moneta unica (…) l'Europa ha sbagliato a scegliere la propria governance e le sue istituzioni per il controllo della politica economica".

L'Europa ha perso e continua a perdere grosse quote di produzione industriale. La Germania ha avuto un calo del 9% negli ultimi 5 anni, la Francia del 5% e Italia del 3,5%. Belgio e Austria stanno boccheggiando. Non è un problema italiano. E' un problema europeo, di errate scelte strategiche.

Anche nei settori tradizionalmente vivaci, dal lusso all’agroalimentare, in prospettiva i motivi per preoccuparsi sono tanti. Non a caso i nostri agricoltori sono andati a protestare con le cattive contro le assurde regole europee che costringono i coltivatori nostrani a rigidissime normative e che dire dei nostri settori marini, tipo quella delle vongole che devono avere determinate dimensioni e queste consentono l'importazione di prodotti stranieri a basso costo che non rispettano nessuna di queste. Una follia.

E che dire allora sulle case che per poterle vendere devono rispettare norme allucinanti con spese che non ci possiamo permettere causa penuria di moneta personale.


Molte delle difficoltà dell’economia dei Paesi Ue sono dovute anche ai ritardi nell’evoluzione tecnologica e tanta parte ha avuto anche la crisi energetica procurata dalla suicida decisione di rinunciare alle importazioni energetiche russe, abbiamo punito l'invasore ed abbiamo fatto come quello che per far dispetto alla moglie si taglia l'attrezzo riproduttivo.

Discorso a parte la prorompente concorrenza cinese che per arginarla mandano la finanza a sequestrare articoli che noi compriamo visto i prezzi di brand nazionali che tra l'altro loro fanno fare in Cina.

Avere solidi dubbi sulla capacità strategica e organizzativa degli attori del sistema politico e finanziario europeo mi sembra il minimo sindacale.

Si stanno concentrando sul settore della produzione delle armi e per far inghiottire la faccenda ai cittadini europei infondono nell'opinione pubblica la paura di una impossibile invasione russa.

E oggi questa governance vorrebbe addirittura indurci ad una folle guerra aperta con la Russia per prevenirne un suo attacco.

Un'idea a dir poco delirante.

Veramente la ciliegina sulla torta.

Torta al cianuro. Anzi al plutonio.

E mi venite ancora a parlare di Europa? Fuggire bisogna. E in fretta anche se ormai i buoi sono scappati e chiudere la stalla non so... e finisco col non so.

martedì 23 dicembre 2025

Buon Natale.

 



La commissione europea è composta da una banda di incompetenti bastardi che sta affossando l'europa.. non so come la pensate Voi ma mi domando se non sentite un bruciore dove non batte il sole.

Il TG nazionale plaude in quanto noi Europei daremo 90 miliardi per arginare la richiesta Ucraina di 165 miliardi … cazzo .. ragioniamo con le vecchie lire e i miliardi diventano 322.749 e noi però ne daremo solo 90 di miliardi (in miliardlire 176.040) che l'Ucraina restituirà solo se la Russia pagherà i danni di guerra..

Ma ve la vedete sta Russia che paga?

Naaa e quindi indovinate chi ce l'ha nel culo?...

Il bello è che l'Ucraina prevede il costo annuo di guerra solo per munizioni di 50 miliardi (in miliardlire 96.813)...

Non ci siamo e cerco di esporre la situazione con parole semplici.

I russi hanno depositato presso un fondo Belga circa 210 miliardi di euro.

Di chi sono quei soldi?

Sono di soggetti pubblici (la banca centrale russa) o privati (privati cittadini russi) che hanno investito i loro soldi in Europa.

Cominciata la guerra questi soldi sono stati "congelati", ovvero i russi non possono prenderseli, ma nemmeno possono essere confiscati definitivamente, è contrario a qualsiasi norma di diritto commerciale.

La Commissione Europea, saltando il parlamento, e appellandosi ad una clausola del regolamento europeo teoricamente non applicabile in questo caso specifico (art. 122 del regolamento europeo), sta facendo un'operazione pericolosissima.

Sta bloccando questi soldi per garantire attraverso essi un enorme prestito agli ucraini.

Dov'è il problema?

Ve ne sono almeno due e uno più grave dell'altro.

  1. La Banca Centrale europea si è rifiutata di dare garanzie nel caso le cose andassero male, dicendo che la responsabilità se la devono prendere gli Stati nazionali non la Banca Centrale. Questo significa che se i soldi alla fine della guerra o per accordi di negoziato dovessero essere restituiti ai russi, tutti gli Stati nazionali europei che hanno aderito alla misura dovranno pagare con loro soldi il prestito agli ucraini che ovviamente non sarà da questi restituito.

    Non hanno un centesimo. Figurarsi. E' una somma enorme che per l'Italia vale un versamento di diverse decine di miliardi.

  2. Cosa pensate che farà qualsiasi investitore extra-europeo se la faccenda viene attuata davvero? Porterà via i suoi soldi dall'Europa il più presto possibile causando una probabile crisi bancaria dagli esiti imprevedibili. Un disastro finanziario che potrebbe affondare l'economia europea e l'euro per decenni.

E tutto questo la Commissione europea lo sta facendo senza alcun passaggio parlamentare, decidono loro e basta e noi coglioni al max faremo il ruggito delle pecore.

Un suicidio, anzi un omicidio dato che loro sono gli assassini e i cittadini europei le vittime.

Qui non si tratta di essere pro-Ucraina, pro-Russia e minchiate allegate, per me sono due popoli bastardi allo stesso livello.

Qui si tratta di minare alle fondamenta il sistema finanziario europeo.

Una morte annunciata.

Una follia.

Un delirio.

Io sono semplicemente (non mi viene la parola). A tal punto è arrivata l'arroganza della Von Der Leyen e la sua banda da far rischiare la rovina dell'Europa per portare avanti un loro disastroso progetto che nessuno sa quale sia davvero.

Ci stiamo spaventosamente indebitando per dare soldi ad un Paese corrottissimo e che non ha la benché minima speranza di vincere la guerra e che se anche la vincesse sarebbe talmente disastrato da non poter restituire un centesimo.

E' come fare un prestito di un milione di euro a un tossico dipendente all'ultimo stadio.

Ovviamente garantito da ogni cittadino europeo con le sue finanze private.

Io non so più cosa pensare e che dirvi.

Vedete un po' Voi.

Ma se fanno questa cosa è una condanna a morte per l'Europa, ve lo dico e lo ripeto.

Regolatevi e buon Natale…




lunedì 22 dicembre 2025

Amarcord.

 


Siamo quella generazione che non tornerà più.

Siamo cresciuti con le scarpe impolverate, le ginocchia sbucciate e il cuore impaziente.

Non per guardare uno schermo, ma per finire la merenda e correre fuori — dove l’unica cosa importante era un pallone e qualche amico.

Eravamo quelli che tornavano a casa da scuola a piedi.

Parlando ad alta voce o sognando in silenzio, con la mente già rivolta al prossimo gioco, alla prossima avventura, tra una buca scavata nella sabbia e un segreto sussurrato dietro un angolo di muro.

Un bastone poteva diventare una spada.

Una pozzanghera si trasformava in un oceano da conquistare.

I nostri tesori erano biglie, figurine da collezionare, barchette di carta.

E il cielo, il nostro unico limite.

Non avevamo salvataggi, solo ricordi nella memoria e sulle pellicole fotografiche.

Le foto si toccavano, si respiravano, si conservavano nei cassetti — accanto a lettere scritte a mano, cartoline dei nonni e disegni colorati che i genitori custodivano come gioielli.

Chiamavamo “mamma” colei che curava le nostre febbri.

E “papà” colui che ci insegnava ad andare in bicicletta.

Non serviva altro.

La notte, sotto le coperte, parlavamo a bassa voce con il fratello nel letto accanto, ridendo di sciocchezze, temendo che un adulto sentisse e spegnesse quel piccolo mondo di complicità.

Questa generazione se ne va, poco a poco, come una fotografia che perde i suoi colori, ma che nessuno vuole buttare.

Ce ne andiamo in silenzio, portando con noi una valigia invisibile: l’eco delle risate in strada, il profumo del pane appena sfornato, le corse sfrenate, e quella libertà che non conosceva notifiche.

Eravamo bambini quando era ancora possibile esserlo.

E forse, questa, è la nostra più grande fortuna.


Felicità.

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A qualcuno per essere felice manca solo qualcosa di essenziale che è quello proprio di avere la felicita’.

A questo proposito occorre risalire a 3 o 4 secoli prima di Cristo quando chi non faceva un cazzo era un filosofo e mi riferisco a Epicuro che tutti disprezzavano per il suo modo di essere e di pensare che per me non era male come filosofo.

Ad esempio mi ricordo la sua teoria sulla morte, diceva che non bisognava aver paura necessariamente della morte in quanto quando noi siamo vivi e ovviamente la morte non c’e’ e quando ci sara’ la morte noi non saremo piu’ vivi, quindi dove sta il problema?

Basta non farselo no?

Il Buon Epicuro in merito alla felicita’ diceva o anzi la cercava
semplicemente nella compagnia con gente a lui simpatica  nel mangiare pane secco, con lo sbordo domenicale di qualche pezzo di formaggio, chiaramente ste frasi lasciano il tempo che trovano e voglio vedere come si possa esser felici e pensare che la felicita’ non richiede ne grandi ricchezze ne’ particolari doti intellettuali.. agli effetti se voi guardate lo scemo del villaggio (e io lo vedo tutte le mattine davanti allo specchio), non lo vedo infelice ma solo perchè uno che vive nel suo mondo senza farsi troppi problemi e senza stress apparente che prende quello che gli passa il convento.

Lasciando perdere Epicuro, di presupposti della felicita’ fondamentali ne sovvengo quattro.

Come primo metto la salute ovviamente, poi ci infilo la situazione economica che mi permette di isolarmi dalla miseria, poi ci metto dei buoni rapporti personali quali amicizia, amore , armonia familiare e per ultimo ci sbatto dentro il Lavoro.. (L rigorosamente maiuscola in questi tempi) anche questo incide perche’ se ci pensate bene voi passate piu’ tempo sul lavoro che con le altre cose e poi dovrete avere degli introiti per far reggere gli altri punti no?..

A questi punti sopraindicati ovviamente occorre piazzarci una naturale predisposizione alla gioia di vivere del tipo di avvicinarsi al prossimo con cordialita’ e simpatia dimenticando il tornaconto.

Non occorre chiedere alla vita piu’ di quanto vi puo’ dare..

Poi occorre  anche avere una capacita’ a sopportare la noia..

Poi avere degli interessi laterali del tipo hobby, viaggi, letture, computeraggio facebuckhiano …

Continuo con la necessita’ di avere un equilibrio tra lo spirito combattivo e la rassegnazione ..

insomma fare il meglio che si puo’ e lasciare al destino il risultato senza tralasciare il fatto che i piu’ grossi ostacoli alla felicita’ sono l’invidia in quanto c’e’ gente che invece di provare goduria per quel che ha soffre per quello che hanno gli altri hanno..

Ed e’ anche un ostacolo la ricerca del successo sociale e non dovete negare che questo non sia un ingrediente della felicita’..

Provate a pensarci bene..

non dico che sia un ingrediente importantissimo in quanto da solo non basterebbe a soddisfare la felicita’, potrete essere ricchi e ammirati ma se non avrete nessun amico, nessun interesse, nessun piacere spontaneo..

sarete sempre infelici.

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Assenza è Presenza.

 


Tre giorni al natale e il mio pensiero si proietta a qualche anno addietro, sembra ieri ma a calendario vedo che diversi lustri sono passati e mi convinco sempre piu’ che vivere e’ un insieme di accumulo e perdita dove incontrarsi termina inequivocabilmente con un addio.
Volti, nomi, storie, sentimenti, persone.

Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada.. poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri.. a volte si fermano, e rimangono li’, e guardano mentre ci allontaniamo e diventiamo sempre piu’ piccoli, sempre piu’ distanti noi  proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta.

Ma ci lasciano, tutti, qualcosa.

Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre.. ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell’assenza.

L’assenza e’ una voce che non sentiremo piu’, eppure ci parlera’ dal profondo del cuore nell’ora piu’ buia, nel giorno piu’ difficile.

L’assenza e’ una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggira’ e il coraggio sembrera’ venirti meno.

L’assenza e’ un ricordo che potrebbe apparire banale, e’ una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai piu’ quando e dove, un sorriso, un’amarezza seppelliti nella memoria. e’ una strada ripercorsa tante volte, e’ il Natale come lo aspettano i bambini.

L’assenza e’ il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c’e’ piu’, il tempo per tutto cio’ che non hai saputo dire, che non hai potuto fare o non hai voluto fare, e’ l’amore che ti porti dentro, e’ quello che resta quando tutto finisce.

Il rendiconto e’ il significato della vita.

Illogicamente tutta questa assenza e’ per me e’ Presenza.. passata, presente e futura, ciao papa’ Ugo, ne e' passato di tempo ma tu sei sempre qui e sei partito proprio a tre giorni dal Natale, non ti metto fiori per far vedere alla gente che mi ricordo di te, non ti faccio dire messe e quindi non sentirai un estraneo che dice il tuo nome ma tu sei qui dentro, guarda..proprio qui…

e tu sai perche' io

odio le feste Natalizie


                                       Un abbraccio dal tuo carlo 
anzi..
carluccio come mi hai chiamato TU.
Buon Natale papa'

sabato 20 dicembre 2025

Giornata mondiale della Minestrina.

 


Siamo nell’occhio del ciclone per quanto riguarda il festival del colesterolo, la Natalità avanza seguita subito dopo dall'addio dell'anno e mi ricordo che tempo fa disquisii sul fatto di promuovere una giornata mondiale della minestrina anche se io opto per carboidrati, come del resto anche il buon Leopardi Giacomo fece a suo tempo e mi rimembro una sua composizione che non tutti sanno, fu fatta quando aveva 11 anni che mettero’ a fine post.. quando ce vo’ ce vo’ e quindi necessita odeare sta brodaglia acquosa.

E’ un atto di riconoscenza dovuta, povera Minestrina specialmente dopo le libagioni cu cui sopra.

Sta povera innocente minestrina.. lei si’ che ci fa del bene.

Passa autunninverni interi a scaldarci le budella e nessuno si degna di onorarla e di farle un monumento.

E’ una sorta di razzismo culinario.

Solo perche’ non e’ un minestrone, di quelli maschi, cazzuti roventi e pesanti.

E’ «ina» lei, leggera, sciacquetta, non ti impiccia lo stomaco.

Poi la Lella ci mette un amen a prepararla.

Ovvia la preferenza di una cofanata di spaghetti o padellata di tortelloni panzerottati.

Se tu donna casalinga redditodicittadinanzata scodelli sotto il muso del maschietto di turno una ciotola di minestrina, sentirai bofonchiare che gli sembra di stare in una corsia di ospedale covidosa, ma poi, un po’ per celia e un po’ per non morire, di fame in questo caso, finira’ con l’ingoiare l’intruglio, magari infilandoci un peperoncino rizzapeli.

Il mascolo con le palle, di fronte alla minestrina suda e trasuda come una lumaca e poi, dopo aver scontato la sua ingiusta pena, dira’.. E mo’? che minchia c’e’ di primo?… Gnulott dell’Agnesa o pasta al forno?.

E’ cosi’.. Il maschio, sta minestrina la trangugia solo per far piacere alla dolce trequarti.

Perche’ esso la ama.

Ma poi mangiare a l’e’ un alter ciule’.

D’altra parte come dar torto.

Mia nonna la minestrina la faceva sulla stufa.

Ci scagliava dentro un paio di pugnate di pasta degli angeli quella a forma di fiorellino e la lasciava li’ a cuocere a tal punto da confondersi con le palle da baseball.. santa donna io la vedevo vecchia ma oggi riconsidererei la veduta e la vedrei come una signora di 65 anni e basta.

Che dire ancora di quella sciacquatura di budella calda e salatina. 

Che tu la mangi, ti riscalda, ti vien voglia di far subito una pisciatina e godi come un falco, non senti quel pieno nello stomaco ma senti che si svuota passando dall’attrezzo che dovrebbe servire alla riproduzione ma declassato SSPP.

Ti da’ l’idea che almeno hai smaltito un po’ di polvere che avevi dentro.

Quindi auguri cari o minestrina, te lo dovevo questo post e pensa che la prima volta che ti ho assaggiato..mi hai fregato.. mia mamma ebbe detto..Carluccio vuoi la *pastina?

Azz.. certo mamma.. anche se e’ piccola la mangio lo stesso..e invece sei arrivata tu cara minestrina

( * pastina in lingua leghista vuol dir minestrina ).



E adesso Dal Pascoli Undicenne




A morte la minestra

Metti, o canora musa, in moto l’Elicona
e la tua cetra cinga d’alloro una corona.
Non già d’Eroi tu devi, o degli Dei cantare
ma solo la Minestra d’ingiurie caricare

.
Ora tu sei, Minestra, dei versi miei l’oggetto,
e dirti abominevole mi porta gran diletto.

O cibo, invan gradito dal gener nostro umano!
Cibo negletto e vile, degno d’umil villano!

Si dice, che resusciti, quando sei buona, i morti;
ma il diletto è degno d’uomini invero poco accorti!

Or dunque esser bisogna morti per goder poi
di questi benefici, che sol si dicon tuoi?

Non v’è niente pei vivi? Si! Mi risponde ognuno;
or via su me lo mostri, se puote qualcheduno;
ma zitti! Che incomincia furioso un tale a dire;
ma presto restiamo attenti, e cheti per sentire:

Chi potrà dire vile un cibo delicato,

che spesso è il sol ristoro di un povero malato?”

È ver, ma chi desideri, grazie al cielo, esser sano
deve lasciar tal cibo a un povero malsano!

Piccola seccatura vi sembra ogni mattina

Dover mangiare a mensa la cara minestrina?

Levatevi, o mortali, levatevi d'inganno

lasciate la minestra, che se non è danno

è almen di seccatura, Ora da te, mia Musa.

Sia pur la selva opaca del tuo Elicone chiusa.

Io forse da qualcuno talor sarò burlato.

Ma non m'importa bastami d'essermi un po' sfogato.